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Cuneo – Pro Piacenza, una partita surreale che entrerà nella storia del calcio: ecco cos’è successo

Il Cuneo ha battuto il Pro Piacenza per 20-0: la squadra emiliana, in gravissima crisi finanziaria, ha schierato 7 ragazzini e un massaggiatore

Il Pro Piacenza, che sta affrontato una gravissima crisi finanziaria, ieri è sceso in campo a Cuneo scrivendo una pagina surreale, e per certi versi vergognosa, del calcio italiano. La squadra emiliana si è infatti presentata con soli 7 uomini, tutti ragazzini giovanissimi, ed è stata letteralmente bombardata di gol dai piemontesi in una partita che si è chiusa con un clamoroso 20-0.
Il Pro Piacenza ha deciso di scendere in campo nonostante tutto, dopo aver già saltato tre gare: alla quarta si viene esclusi dal campionato ufficiale della Lega Pro (ex serie C). Per giocare la partita ha convocato 7 giocatori, ragazzini anche sotto i 19 anni a cui si è aggiunto persino un massaggiatore, che per un crudele scherzo del destino si è pure infortunato al 75′. La scelta del Pro Piacenza fa infuriare il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, che commenta: “Quanto accaduto a Cuneo è un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti. Questa sarà l’ultima farsa”.

Il pensiero va naturalmente ai ragazzini mandati in campo allo sbaraglio, senza nessun allenatore e senza staff tecnico, a farsi bersagliare di reti da una squadra che ha messo in campo 11 professionisti. Il presidente della Lega Pro Ghirelli ha commentato l’accaduto ai microfoni di Sky: “Il Pro Piacenza ha violato i principi di lealtà sportiva e il giudice sportivo lunedì ne terrà conto”. E ha aggiunto: “non capisco i genitori che hanno scelto di spedire allo sbaraglio i propri figli. Da genitore sono molto dispiaciuto”.
Sui social molti si scatenano contro il Cuneo, prendendo di mira società, allenatore e calciatori: quella di ieri non è stata certo un’impresa memorabile, ma una partita che non si doveva giocare contro dei ragazzini mandati al “massacro”. A loro, ai ragazzi del Pro Piacenza, va invece l’applauso e l’ammirazione di tutti per il coraggio e l’impegno profuso sul campo.

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