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Libia, raid su centro di detenzione migranti: 40 morti

La strage in un sobborgo vicino a Tripoli. La responsabilità della strage sarebbe del gruppo armato vicino al generale Haftar

In Libia un raid aereo su un centro illegale di detenzione migranti ha causato una strage: almeno 40 persone sono morte e 80 sono rimaste ferite. Il bombardamento è avvenuto nella località di Tagiura, vicino Tripoli. Malek Mersek, portavoce del servizio medico di emergenza pubblica, ha affermato che il bilancio potrebbe aggravarsi nel corso delle prossime ore. Tra le vittime comparirebbero anche donne e bambini. In un comunicato, il governo appoggiato da Onu e Stati Uniti accusa del bombardamento il sedicente Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar. La Libia è il principale punto di partenza per i migranti che dall’Africa sono diretti principalmente verso l’Italia. Al momento sarebbero circa 3.800 i migranti illegali detenuti nei centri di detenzione libici considerati “a rischio” a causa dei combattimenti. In questi centri non sono rispettati i diritti umani: si tratta di veri e propri lager.

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