ItaliaPrimo Piano

Legge Merlin, la Consulta: prostituirsi non è mai un atto totalmente libero

"Il confine tra decisioni autenticamente libere e decisioni che non lo sono è spesso labile"

La prostituzione è “quasi sempre determinata da fattori che limitano e condizionano la libertà di autodeterminazione dell’individuo”. La Consulta ha salvato le norme della legge Merlin sul favoreggiamento della prostituzione sottolineando che “in questa materia lo stesso confine tra decisioni autenticamente libere e decisioni che non lo sono è spesso labile”.

La Corte d’appello di Bari aveva sollevato il caso nel processo di secondo grado sul caso delle escort presentate tra il 2008 e il 2009 all’allora premier Silvio Berlusconi. Con la sentenza depositata oggi, la Corte spiega che queste incriminazioni mirano a tutelare la dignità umana e i diritti fondamentali delle persone vulnerabili.
Una tutela che si fa carico dei pericoli insiti nella prostituzione, anche quando la scelta di prostituirsi appare inizialmente libera.

I diritti di libertà, tra cui anche la libertà sessuale, sono riconosciuti dalla Costituzione in relazione alla tutela e allo sviluppo del valore della persona, e di una persona inserita in relazioni sociali. La prostituzione, però, secondo la Corte, non rappresenta affatto uno strumento di tutela e di sviluppo della persona umana, ma solo una particolare forma di attività economica.

Tags

Articoli correlati