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Elemosiniere del Papa: “Salvini è il ministro delle bollette?”

Krajewski risponde alle provocazioni e precisa: "nessun reato, non c'erano i sigilli"

L’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, ribatte alla provocazione di Matteo Salvini. Il vicepremier ieri aveva commentato il gesto dell’elemosiniere chiedendogli di pagare anche le bollette del palazzo occupato in Via Santa Croce a Roma a cui l’elemosiniere ha riattivato la corrente. “Se ci saranno bollette da pagare le pagherò – dice  a NewsMediaset – e allo stesso modo se ci saranno reati io pagherò come è giusto. Salvini? E’ il ministro delle bollette? Perché non si occupa dei migranti?”.

Il cardinale ha detto di essere intervenuto personalmente perché c’erano più di 400 persone senza corrente, tra cui famiglie con bambini, senza né luce né acqua calda dal 6 maggio. “È stato il Papa a dirmi di farlo? Cosa cambia se lo dico o se non lo dico? Tanto i giornali scriveranno quello che vogliono – dice a NewsMediaset -. Tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto in modo consapevole, sapendo di non commettere alcun reato perché non c’erano i sigilli. Non capisco perché tutti stiano dicendo che ho rotto i sigilli, questo non è vero! Il pozzo era aperto. Se poi ho commesso un qualche reato, pagherò come è giusto”.

Su twitter Salvini ribatte: “c’è un piano per gli sgomberi. Le proprietà privata è SACRA, a prescindere da qualche cardinale. Palazzo in questione appartiene a INPS”.

Lo stabile di Via di Santa Croce è stato occupato il 12 ottobre 2013 dal movimento “Action” a scopo abitativo. Sembra che sia stato maturato un debito di oltre 300 mila euro dall’inizio dell’occupazione del palazzo ex sede Inpdap. Secondo quanto appreso dagli occupanti, il Campidoglio non salderà le bollette della luce arretrate dovute dagli occupanti della palazzina, dopo che, nei giorni scorsi, la società di fornitura di energia ha staccato la corrente per morosità.

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