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Brexit, l’intesa con Bruxelles divide il governo, sterlina in caduta libera

Hanno dato le dimissioni i ministri per la Brexit, il Lavoro e lʼIrlanda del Nord. Theresa May difende la decisione: accordo "nell'interesse nazionale"

Dopo il sì alla bozza d’intesa per la Brexit con Bruxelles il governo perde un pezzo dopo l’altro. Si sono dimessi uno dopo l’altro Shailesh Vara, ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Dominic Raab, segretario per la Brexit nonché ministro della Giustizia, Suella Braverman, sottosegretaria alla Brexit e Esther McVey , ministro del Lavoro. “Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti”, scrive Raab su Twitter. Mentre per la McVey “l’accordo non onora il risultato del referendum”.

La sterlina è in caduta libera. Il terremoto nel governo britannico ha fatto precipitare la sterlina: la divisa britannica ha toccato 1,2808 dollari da 1,2990 di ieri con un calo di oltre l’1%.

Intanto la premier Theresa May avverte: “L’intesa con l’Ue non è un accordo finale”. Nel suo intervento alla Camera dei Comuni May ha difeso l’intesa raggiunta con l’Ue come una scelta fatta “nell’interesse nazionale”, affermando che essa garantirà l’uscita dall’Ue “nei tempi previsti” e che l’unica alternativa sarebbe “un no deal” o “nessuna Brexit”. Si dice quindi decisa ad andare avanti malgrado le dimissioni di alcuni ministri. La premier nota che il negoziato ha comportato “scelte difficili” ed esprime “rispetto” per le decisioni di Dominic Raab e di chi s’è dimesso, ma afferma di non condividerle.

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