Italia

“Sei gay”, “sei rom” e “obeso”. Discriminati più di 3 ragazzi su 5

Uno su tre decide di non raccontare o chiedere l'aiuto di nessuno. Il sondaggio di Save The Children

Più di 3 ragazzi su 5 sono vittime di discriminazioni, emarginati o derisi dai loro coetanei. Nove su dieci sono stati testimoni diretti di episodi contro i loro compagni. Le motivazioni? L’omosessualità, l’appartenenza alla comunità rom, l’obesità o il fatto di essere di colore. Queste sono le “etichette” per cui le persone rischiano di essere discriminate, secondo più dell’80% degli intervistati. A queste seguono l’essere di religione islamica, l’essere povero o disabile (per il 70%).

Emerge da un sondaggio diffuso alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale da Save the Children, realizzato su più di 2.000 studenti di scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia. Un’indagine realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani di Save the Children con il sostegno dell’Invalsi, che rientra nell’ambito della campagna “UP-prezzami” contro gli stereotipi. Immagine simbolo è un codice a barre che rappresenta le etichette con le quali si giudicano gli altri.

Secondo il sondaggio, il 61% degli studenti ha subito direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei. Tra questi, il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato ed escluso dal gruppo. Il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto, il 16% deriso e 1 su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Uno su tre decide di non raccontare o chiedere l’aiuto di nessuno. La scuola è, secondo l’indagine, il luogo principale (45% dei casi) dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada (30%) e dai social (21%).

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