Politica

Tav, il professor Coppola non firma l’analisi costi-benefici: svelate le ragioni

Anche Pierluigi Coppola, professore di ingegneria dei trasporti a Torvergata, era uno dei sei componenti della commissione sulla Tav Torino-Lione, ma non ha firmato l’analisi costi-benefici. Oggi ha svelato in un’intervista al Corriere della Sera le sue motivazioni.
Non condivido la metodologia utilizzata“, ha affermato Coppola. “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale”, è “il metodo del professor Ponti”.
Il professor Coppola ha quindi specificato: “non mi esprimo sulla sua validità. Ho espresso la mia opinione in una nota consegnata al ministro”, ma, aggiunge, “ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto“.
Il professore ha fatto alcuni esempi delle procedure su cui nutre dubbi, come “l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti”, che rappresenta “una procedura inedita”. In commissione “ci sono stati confronti piuttosto serrati, a causa di una evidente differenza di impostazioni”.
Il professor Coppola ha spiegato che il Ministero ha inserito anche il suo nome tra i componenti della Commissione sulla Tav per “produrre un secondo parere” e ha affermato di aver consegnato al ministro un proprio parere, scritto di sua iniziativa.

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