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Scontro nel governo sulla questione Trivelle

Costa: "non firmo". Garavaglia: "Parlamento sovrano"

La questione trivelle nello Ionio accentua i contrasti all’interno del governo. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha espresso la sua opinione sul tema in un post su Facebook. “Sono per il no alle trivelle – ha scritto – anche se la Commissione Via-Vas dà parere positivo. Io non firmo”. Ma subito è arrivata la risposta del sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia: “Decide la politica”.

Il Ministro dell’Ambiente Costa ha ribadito da Pescara il suo “no alle trivelle” promettendo di “non firmarle”. “Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza” ha aggiunto.
Sul tema trivelle è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico che chiede una “sospensione delle ricerche di nuovi giacimenti di idrocarburi, a partire dalle trivellazioni in Italia”. Fico propone di “investire nelle rinnovabili, nel futuro” e di “lasciarci alle spalle il passato e le tecnologie obsolete”.

Il sottosegretario Garavaglia rimette tutto nelle mani della politica. “Il Parlamento è sovrano. Il problema vero è l’aumento sproporzionato dei canoni che può portare all’abbandono delle attività da parte delle aziende con conseguenze occupazionali importanti, oltre a creare una perdita di gettito”, spiega il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia. A proposito dello stop arrivato dal ministro Costa risponde: “questo è un punto di vista tecnico, poi la politica è quella che decide”.

Le commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato su richiesta della Lega sono state sospese e si riuniranno giovedì.

L’emendamento “blocca-trivelle” al Dl Semplificazioni presentato dal ministero per lo Sviluppo economico prevede la sospensione dei “permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi” per un “termine massimo di tre anni”.  Grazie a tale moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio”.

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