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Renzi-Salvini: scontro in TV tra Papeete, rottamazione e proloco. Il botta e risposta

I leader di Italia Viva e Lega si sono confrontati nel salotto di Bruno Vespa

Matteo Renzi e Matteo Salvini si sono confrontati nel salotto di “Porta a Porta”, trasmissione condotta da Bruno Vespa su Rai 1. I leader di Italia Viva e Lega non si sono risparmiati, a colpi di battutine e accuse non tanto velate. Renzi, rivolto a Salvini a cui dà del lei, afferma: «Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso – riferendosi alla decisione estiva di Salvini di mettere uno stop al governo con il M5s -. Mai era accaduta una crisi in una dinamica istituzionale. Quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club», affonda.

«Ha fatto una cosa – aggiunge Renzi – che non aveva né testa né coda: allora o avevamo da seguire il diktat del Papeete o fare un’operazione di Palazzo, machiavellica, ma per l’interesse del Paese», ammette il leader di Italia Viva. «Non giudico le ferie delle persone – precisa poi l’ex premier -, ma avrei preferito che fosse andato in missione ai vertici europei. Le riunioni europee sono importanti: lei ha fatto sette vertici, partecipando solo a uno su sette. Ha votato al Senato l’1,3% delle volte. Stare in spiaggia con il figlio è legittimo ma se fai il ministro non vai nelle sagre di Paese. Dovrebbe andare al G7, non alla proloco».

«Io adoro l’Italia delle proloco, dei comuni, delle sagre – replica Salvini -, ma se io ho il 33 e lui il 3% vuol dire che qualcosa ho fatto e gli italiani non sono scemi. Epoca Renzi 500mila sbarchi, epoca Salvini 28mila». «L’ultimo sondaggio dà la Lega al 33%, il governo è nato per non far votare gli italiani sennò vince la Lega», afferma il leader della Lega. «Renzi si è inventato un governo sotto un fungo, vediamo quanto dura. Lui crea partiti dietro partiti, è un rottamatore non per altro», attacca. E sul Papeete afferma: «Vedo che è un reato andare in spiaggia con il figlio, a sinistra siete abituati a champagne e caviale a Montecarlo, io vado a Milano Marittima perché preferisco lasciare i soldi in Italia».

Renzi e Salvini si trovano d’accordo solo su un punto: le dimissioni di Virginia Raggi, sindaco di Roma. «Spero che si dimetta domattina, abbiamo fatto una petizione – afferma Renzi -. Molto meglio i sindaci della Lega rispetto a lei». E Salvini fa eco: «La Lega raccoglie firme contro la Raggi, lo faremo anche sabato a piazza San Giovanni».

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