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Manovra, ultimatum dell’Ue e stallo del governo

Il braccio di ferro tra Lega e M5s frena Conte a poche ore dall'incontro con Junker

Dopo l’ultimatum dell’Ue, il governo italiano è entrato in stallo. L’obiettivo è evitare la procedura d’infrazione sulla manovra ma il governo non ha ancora definito la risposta a Bruxelles. A un giorno dall’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della commissione Jean Claude Juncker, ufficializzato solo ieri, arriva da Bruxelles quello che suona come un ultimatum: entro mercoledì l’esecutivo M5s-Lega deve presentare una proposta concreta di correzione, con modifiche “considerevoli” al progetto di bilancio nel prossimo triennio e che consenta, almeno nella forma, di rientrare dalla “deviazione senza precedenti” dalle regole Ue che porta Roma verso le sanzioni.

Lunedì, contrariamente alle attese,  non c’è stato nessun vertice di maggioranza. Assenti Di Maio e Salvini, a palazzo Chigi è arrivato solo il ministro dell’Economia per fare un punto con Conte sul capitolo degli investimenti. L’incontro fra il premier Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Tria non ha però sciolto i nodi, mentre Lega e M5s confermano quota 100 e reddito di cittadinanza nei tempi e nei costi previsti.

Il braccio di ferro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul dialogo con le imprese, che ha fatto calare il gelo tra i due vicepremier, complica la trattativa tra l’Italia e l’Ue a poche ore dal vertice tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, previsto mercoledì alle 16.

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