Politica

Manovra, nessun dietrofront. Tria: 2,4% deficit limite invalicabile

Invariati gli obiettivi di crescita. Promesso un calo del rapporto debito/Pil nel 2021 grazie alla vendita di immobili pubblici

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha inviato alla Commissione europea la versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2019, approvato dal Consiglio dei ministri, e una lettera di accompagnamento che ne illustra strategia e contenuti.

Restano invariati gli obiettivi di crescita, +1,5% per il governo nel 2019. “Il governo – scrive il ministro – conferma l’impegno a mantenere i saldi di finanza pubblica entro la misura indicata nel documento di programmazione, rispettando le autorizzazioni parlamentari. In particolare, il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 sarà considerato un limite invalicabile“.
Pil e deficit non cambiano ma il governo accetta di ridurre il debito grazie a un piano di privatizzazioni del patrimonio immobiliare per un valore di 18 miliardi di euro. La discesa del rapporto debito/Pil sarebbe ancora più marcata e pari a 0,3 punti quest’anno: 1,7 punti nel 2019, 1,9 nel 2020 e 1,4 nel 2021. Il rapporto scenderebbe dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021″.

Cuscinetto di salvaguardia. La Manovra “è stata costruita sulla base del quadro tendenziale, e non tiene conto della crescita programmata. Questa impostazione prudenziale introduce nella legge di Bilancio un cuscinetto di salvaguardia, che previene un deterioramento dei saldi di bilancio anche nel caso in cui gli obiettivi di crescita non siano pienamente conseguiti”.

Infrastrutture, richiesta “flessibilità per eventi eccezionali”

Il governo investirà un miliardo nel 2019 per la messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale, viadotti, ponti e gallerie. “Gli interventi – si legge – riguarderanno opere realizzate nella stessa epoca o precedenti del Ponte Morandi”.
“Per contrastare il dissesto idrogeologico e per la manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti, il governo chiede l’applicazione della flessibilità per eventi eccezionali”. “Per il prossimo triennio”, scrive Tria, le spese eccezionali saranno “pari a circa lo 0,2% del Pil”, circa 3,6 miliardi, a seguito dei danni del maltempo. Un miliardo sarà dedicato alla rete viaria dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

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