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Lega-Russia, Conte: «da Salvini nessuna informazione»

Alcuni senatori del M5s escono dall'aula e il Pd chiede la sfiducia a Salvini

Sul caso Lega-Russia Conte ha detto ieri nell’informativa al Senato di non aver ricevuto informazioni dal ministro competente, facendo riferimento alla mancata risposta di Matteo Salvini alle richieste di Palazzo Chigi. «Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo – ha detto Conte -. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini».

Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia e leghista di lunga militanza, è indagato per corruzione internazionale dalla procura di Milano a seguito dell’incontro all’Hotel Metropol del quale è trapelato un audio. «Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe», ha riferito il premier.

Alcuni senatori del M5s hanno abbandonato l’aula in segno di protesta perché « non era Conte a dover riferire in Parlamento sul caso dei presunti fondi russi alla Lega. Ci doveva essere Salvini».
Il Pd chiede la sfiducia a Salvini: «nell’immediato il Pd presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Salvini che scappa dalle sue responsabilità». Lo annuncia il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, al termine dell’informativa di Conte in Aula.
Il segretario del Pd Zingaretti twitta: «Mentre il premier Conte parla del Russiagate in Aula i senatori del M5S che lo sostengono sono fuori dall’aula. Non c’è più una maggioranza. Si metta fine a questa agonia, a casa e subito al voto».

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