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Il governo approva il Def: “no a nuove tasse e manovra correttiva”

Fissata per quest'anno una crescita del Pil dello 0,2% (rispetto all'1% stimato a dicembre). Cancellata la conferenza stampa

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, in una riunione durata circa mezz’ora, il Documento di economia e finanza. “Confermati i programmi di governo: nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva”. La crescita del Pil per il 2019 è fissata allo 0,2%, un numero molto lontano rispetto all’1% stimato solo pochi mesi fa.
Il Def approvato dal Consiglio dei ministri, secondo una nota di Palazzo Chigi, “conferma i programmi di governo della legge di bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla commissione europea”.
Il deficit sale al 2,4% del Pil nel 2019, con una ipotetica graduale riduzione che dovrebbe portarlo all’1,5% nel 2022. Il deficit strutturale dovrebbe scendere dall’1,6% del Pil di quest’anno allo 0,8% nel 2022. In salita il debito che si attesterà al 132,6% nel 2019, al 131,3% nel 2020 e 130,2% nel 2021.
Il Documento punta tutto su cantieri e riforma del fisco per risollevare il Pil. Il confronto tra le Lega e Movimento 5 Stelle si concentra sulla Flat Tax: Di Maio vorrebbe un’imposta progressiva e tre scaglioni, Salvini spinge per un’imposta unica al 15 per cento.
Rimane lo spettro dell’aumento dell’Iva con gli oltre 23 miliardi di clausole di salvaguardia da disinnescare.
Dure le reazioni delle opposizioni. “Niente balconi in festa stasera, niente slide colorate, niente conferenza stampa – afferma la capogruppo alla Camera, Maria Stella Gelmini. Secondo l’ex premier Paolo Gentiloni nella bozza del Def “c’è una cosa oscura: aumenterà l’Iva? Da queste bozze sembra di sì, o comunque non sembra chiaro che ci sia un meccanismo per disinnescarlo. C’è anche una cosa chiara: e cioè che non c’è un’idea di crescita e di sviluppo”.

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