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Fontana e Zaia sul piede di guerra. Conte: «giovedì si decide sul governo»

Conte convocherà giovedì 25 luglio il cdm sulle autonomie

I governatori di Lombardia e Veneto sono sul piede di guerra e attaccano il governo dopo la cancellazione dell’articolo che prevedeva l’assunzione diretta dei docenti dalle Regioni.
«Sono profondamente offeso che questi cialtroni ci facciano passare per truffatori del Paese e del Sud» il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, torna così a parlare dell’autonomia chiamando anche in causa il premier Giuseppe Conte. «Mi stupiscono i 5stelle – dice all’ANSA -. E mi stupisce che Conte, che ancora stimo, sia stato coinvolto in questa cialtronata». Una cialtronata (ovvero l’intesa sull’autonomia) che se resterà così Fontana non firmerà mai.

Gli fa eco il presidente del Veneto, Luca Zaia. «Non fare l’Autonomia vuol dire non dar più senso a questa forma di governo. E’ impensabile – ha puntualizzato Zaia – che un progetto di autonomia, che è uno dei pilastri fondanti del contratto di governo ed è la dote che la Lega porta al governo, venga trattato come un ‘progettino’ di decima fila, senza nessuna importanza».

Giovedì 25 luglio sarà il giorno della verità. «Quel giorno – confida in privato Giuseppe Conte – capiremo cosa vuole davvero Salvini. Un compromesso si può trovare. Ma se vuole rompere, la scusa sarà proprio questa riforma».
Con una lettera a Il Corriere Conte si rivolge ai governatori di Lombardia e Veneto: «Basta con gli insulti, serve rispetto, ed è ingeneroso sostenere che il governo è poco attento alle richieste delle Regioni». Il premier rivendica con forza il lavoro che il governo sta facendo sull’Autonomia differenziata e si dice pronto ad incontrare i governatori anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri.

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