Politica

Decreto sicurezza e immigrazione, cosa prevede

E' in corso l'esame del Decreto Legge con interrogazioni a risposta immediata

In queste ore Montecitorio è teatro delle interrogazioni a risposta immediata sul Decreto per il quale il governo ha ricevuto la fiducia della Camera. Vediamo le questioni chiave di questa proposta di legge.

Il Decreto sicurezza contiene le nuove disposizioni in materia di concessione d’asilo che concretizzano l’abrogazione della protezione per diritti umanitari. La protezione umanitaria, prima dell’entrata in vigore del Decreto, trovava le sue disposizioni nel Testo Unico sull’Immigrazione, nello specifico all’art.19 che prevedeva che “In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.”

Con l’introduzione del Decreto, i soli “casi speciali” in cui può essere concesso il permesso di soggiorno rientrano in queste categorie: vittime di violenza grave, vittime di calamità naturale nel paese d’origine, individui in condizioni di salute molto gravi e richiedenti a cui viene riconosciuto il compimento di atti di particolare valore civile. Sarà disposta una lista che il Ministero degli Esteri, insieme al Ministero dell’Interno, redigerà elencando i “Paesi d’origine sicuri” sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo; qualora il richiedente asilo provenisse da uno dei Paesi sulla lista e sarà in grado di dimostrare di avere motivi gravi che giustifichino la sua richiesta d’asilo, beneficerà di una procedura d’esame accelerata.
Secondo le disposizioni previste dal Decreto sicurezza, inoltre, i richiedenti asilo che raggiungono il territorio italiano e vengono trattenuti nei Centri di permanenza in attesa di essere rimpatriati possono essere trattenuti fino a 180 giorni, lasso di tempo raddoppiato rispetto alle disposizioni esistenti.

Sempre in tema di rimpatri, il Fondo per i Rimpatri del Viminale prevede lo stanziamento di 500 mila euro per il 2018, 1 milione e mezzo di euro per il 2019 e 1 milione e mezzo di euro per il 2020.

Rispetto alla deroga dello status di rifugiato, viene estesa la lista dei reati che ne revocano l’attribuzione, nei quali rientrano: minaccia o violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, pratiche di mutilazione dei genitali femminili, furto aggravato, furto in abitazione e furto con strappo. Coloro che sono sotto processo per alcune tipologie di reato, oppure sono stati condannati anche non in via definitiva, sono sottoposti ad una procedura immediata davanti alla commissione territoriale il cui giudizio può includere l’espulsione. L’implicazione in un reato legato al terrorismo rende revocabile la cittadinanza anche a chi l’ha già ottenuta perché nato in Italia o coniuge di cittadino italiano, straniero figlio di italiano, straniero adottato da Italiani. Il decreto prevede inoltre che i richiedenti asilo non si possano iscrivere all’anagrafe e non possano, di conseguenza, registrare la residenza.

Per chiudere il quadro, per quel che riguarda il sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (Sprar) attualmente attivo sul nostro territorio a livello comunale, che non si occupa solo di fornire vitto e alloggio ai richiedenti ma comprendono dei progetti di inclusione sociale, sarà limitato a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

Leggi anche: Decreto sicurezza, Camera conferma la fiducia al governo

 

Redatto da Elisabetta Ruffolo.

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