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Codice Rosso, no all’emendamento sul revenge porn

Protestano le parlamentari di Forza Italia e Pd

E’ stato bocciato l’emendamento che avrebbe trasformato in reato la diffusione non autorizzata di materiale intimo altrui. Le norme sul revenge porn non saranno inserite nel ddl “Codice rosso” sulla violenza di genere esaminato dalla Camera. La richiesta delle opposizioni è stata bocciata con voto segreto: 218 sì e 232 no. La decisione della maggioranza è giunta dopo la sospensione della seduta, stabilita per permettere al comitato della commissione Giustizia di discutere l’emendamento presentato da Federica Zanella (Forza Italia), che inseriva il reato nel testo.

Proteste in aula e ira delle donne delle opposizioni per il rinvio del revenge porn nel disegno di legge sul ‘codice rosso’. L’approvazione del provvedimento è slittato a martedì prossimo, alle 14.

La maggioranza, intanto, è divisa sul nodo dell’emendamento leghista sull’introduzione – in alcuni casi – della castrazione chimica. Sulla proposta della Lega, infatti, sono diversi i dubbi del M5S. E alcune fonti parlamentari del Movimento contestano il merito e il metodo della proposta.

 

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