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Caso Csm, Salvini contro i magistrati: “è grave, Mattarella dirà o farà qualcosa”

Per la Corte d'Appello è "linciaggio morale"

Matteo Salvini, riferendosi all’inchiesta della procura di Perugia sulle nomine all’interno del Consiglio superiore della Magistratura, dice di aspettarsi una reazione di Sergio Mattarella. “Il Csm è l’organismo di governo della magistratura e su quello sicuramente il presidente della Repubblica dirà o farà qualcosa, visto che ne è supremo garante”.  Il vicepremier ha poi aggiunto che “la situazione è preoccupante, al Csm potrebbe esserci un problema grave”.

Salvini ha esplicitamente attaccato l’operato dei magistrati fiorentini e in particolare del giudice Luciana Breggia, riguardo alla sentenza che ha escluso il ministero dal giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato. “Proprio per rispetto nei confronti del 99 per cento dei giudici che lavorano obiettivamente, è doveroso segnalare quei pochissimi che utilizzano la toga per fare politica non applicando le leggi approvate dal Parlamento italiano”.

“Ritengo doveroso, quale presidente della Corte di Appello, intervenire in ordine al linciaggio morale cui è ingiustamente sottoposta la dottoressa Luciana Breggia, esposta per i gravi attacchi subiti a pericolo per la sua incolumità, attesa la risonanza mediatica e l’effetto moltiplicatore della galassia dei social”. Così la presidente della Corte di Appello di Firenze, Margherita Cassano, parlando ai giornalisti in merito alle critiche del ministro dell’Interno Matteo Salvini sull’operato dei magistrati di Firenze. La presidente della Corte di Appello di Firenze, Margherita Cassano, si è rivolta al Consiglio superiore della magistratura per richiedere una “pratica a tutela, per riaffermare la piena legittimità dell’operato del magistrato e ristabilire il rispetto reciproco tra le istituzioni dello Stato”.

Salvini risponde: “Nessun linciaggio, nessuna minaccia, nessun dossier. Ho intenzione di usare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per sapere se è normale e opportuno che alcuni magistrati, pubblicamente schierati contro la politica del governo, abbiano giudicato in cause che coinvolgevano il Viminale. Mi spiace che venga chiamato in causa il Csm, che in queste settimane ha altro a cui pensare. Lavoro per la sicurezza di tutti gli italiani, magistrati compresi”.

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