Politica

Calenda lascia il Pd, la replica di Zingaretti in una lettera

«Spero davvero che vorrai ripensarci», scrive Zingaretti a Calenda

Qualche ora fa Carlo Calenda ha annunciato la sua intenzione di lasciare il Pd: il segretario Nicola Zingaretti gli ha risposto con un post pubblicato sul suo blog sull’Huffington Post.

Calenda lascia il Pd. Le motivazioni del distacco

Nella sua lettera rivolta a Calenda, Zingaretti spiega che «le preoccupazioni alla base di questa scelta sofferta che ci hai comunicato sono, credimi, le stesse che mi hanno accompagnato in queste difficilissime ore», e prosegue con un elenco dei motivi per cui è stato contento di collaborare con Calenda negli scorsi mesi.

Ho sempre apprezzato come un fatto nuovo e positivo il tuo protagonismo non convenzionale. La franchezza, l’immediatezza e il bagaglio di idee che hai portato nel Pd hanno rappresentato uno shock d’innovazione che ci ha aiutato molto a cambiare pagina, ridefinire priorità e recuperare una centralità nel Paese. 

Come sai, abbiamo sempre discusso molto, in alcune fasi anche animatamente. Ma nel confronto ha sempre prevalso la lealtà, che ti riconosco anche oggi, e sopratutto l’obiettivo prioritario comune di dare all’Italia una nuova speranza, con la bussola ferma verso l’Europa e con l’ambizione di far emergere il potenziale di innovazione e sviluppo che possiede il nostro straordinario Paese. (…)

Non ho dimenticato gli insulti, l’aggressività immotivata e soprattutto i guasti che il Governo uscente ha provocato al Paese. E non ho certo paura del voto degli italiani bensì di quello che una campagna elettorale barbara e senza freni provocherebbe al Paese. 

Non ho cambiato idea su quello di cui ora l’Italia ha più che mai bisogno, ma ho chiaro in testa anche quello di cui non ha bisogno: andare in Europa senza una Finanziaria, rimanere sotto scacco della destra peggiore di sempre, lasciare in vigore leggi che rappresentano un vero e proprio insulto alla civiltà. 

Io credo che non si possa scappare dalle responsabilità (un aspetto, questo, su cui il segretario del Pd si è soffermato anche nella breve conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con Mattarella nel corso delle Consultazioni: il video). Siamo tornati protagonisti. Ora dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco da subito. Scommettere su politiche espansive che partano dall’equità sociale e dalla creazione di un’occupazione di qualità. Investire su una crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo. Andare in Europa per cambiarla e non per boicottarla.  E, consentimelo, tornare umani. (…)

Se questo Governo nascerà, non sarà dunque il frutto di un rimpasto o di una semplice staffetta ma sarà un cambio di paradigma basato sulle proposte di cui tante volte abbiamo parlato anche insieme. Ecco perché non sarebbe affatto una sconfitta e, tanto meno, un’umiliazione, ma una sfida che avevamo e abbiamo il dovere di accettare.

«Proviamoci», conclude Zingaretti: «Il Partito Democratico c’è. Spero davvero che vorrai ripensarci».

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