Italia

Piazza Fontana, Fico: “chiedo scusa per tutti i depistaggi”

Si sono tenute ieri a Milano le celebrazioni per il 49° anniversario della strage di Piazza Fontana

Milano, Piazza Fontana. Il 12 dicembre 1969, alle 16.37, nel grande salone della Banca Nazionale dell’Agricoltura esplode una bomba contenente 7 chili di tritolo. Muoiono 17 persone, 87 restano ferite.
Nello stesso giorno altri 4 attentati terroristici colpiscono le due maggiori città d’Italia: a Milano viene trovata una seconda bomba inesplosa in piazza della Scala, a Roma 16 persone restano ferite in 3 diversi attentati alla Banca nazionale del Lavoro in via San Basilio, in Piazza Venezia e all’Altare della Patria.
Molti considerano la strage di piazza Fontana come l’evento che diede il via al periodo destinato a passare alla storia come quello degli “anni di piombo”.

Le indagini

Le indagini sulla strage di Piazza Fontana furono lunghe e segnate da molti depistaggi. Gli autori della strage furono terroristi dell’estrema destra, collegati con i servizi segreti italiani. Come stabilito dalla Corte di Cassazione solo nel 2005, la strage fu opera di “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo” e “capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura“.
La Corte d’Assise d’appello di Bari li aveva assolti con giudizio definitivo negli anni ’80 e per questo non fu mai possibile perseguirli per quanto avvenuto in Piazza Fontana.

Prima che i magistrati giungessero a seguire la “pista nera” dell’estrema destra veneta, le indagini si concentrarono inizialmente sulla ricerca di colpevoli in ambienti anarchici. Poco dopo l’attentato venne fermato il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli. Dopo tre giorni di interrogatori, il 15 dicembre Pinelli precipitò dal quarto piano della questura e morì. L’inchiesta sulla sua morte, coordinata da Gerardo D’Ambrosio, individuò in un malore la causa della morte: il ferroviere si sarebbe sentito male e, sporgendosi troppo dalla ringhiera, sarebbe caduto da solo.

Le celebrazioni a Milano

Nel corso delle celebrazioni per l’anniversario della strage, ieri sono intervenuti a Milano il sindaco Giuseppe Sala e Giuseppe Fico. Il presidente della Camera ha ripetuto più volte “vi chiedo scusa“, rivolgendosi ai familiari delle vittime di Piazza Fontana. “Se nessuno lo ha fatto – ha detto i Fico – io lo faccio oggi con molta umiltà: vi chiedo scusa per i depistaggi e tutto ciò che avete dovuto sopportare e per gli apparati dello Stato che non hanno fatto nulla per cercare la verità”. Il presidente Fico si è quindi impegnato ad aprire gli “armati” che per decenni hanno custodito i segreti degli anni di piombo e della strategia della tensione. “Mi sto impegnando a completare definitivamente l’eliminazione del segreto funzionale sulle stragi, sulle logge massoniche e sulla P2″, ha assicurato.

In mattinata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato il proprio messaggio, ricordando come il popolo unito riuscì a sconfiggere gli eversori. “Gli assassini – afferma il Capo dello Stato – spezzarono vite innocenti, gettarono nel dolore e nella sofferenza tante persone, colpite in modo fortuito per aggredire l’intera collettività, innescarono una spirale di terrore, per destabilizzare e far gravare per anni sulla nostra democrazia una minaccia, con ulteriori lutti, violenze, fratture. Il popolo italiano ha saputo sconfiggere gli eversori grazie alla propria unità e ai valori radicati nella sua storia, nella sua cultura, nella vita sociale, anche se il costo umano di questa battaglia di libertà e di civiltà è stato assai elevato”.

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