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Papa accusa l’Europa di ipocrisia: “Porti chiusi per i migranti, ma aperti per le armi”

Il Papa, nell'udienza alla Roaco, annuncia anche di voler andare in Iraq

“Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”. Lo ha detto il Papa nell’udienza alla Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali. “Siamo qui consapevoli che il grido di Abele sale fino a Dio”, ha aggiunto il Papa. “Tante volto penso all’ira di Dio che si scatenerà contro i responsabili dei Paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare le guerre. Questa ipocrisia è un peccato“. Così ancora il Papa sottolineando che “se sono insensibili i cuori degli uomini, non lo è quello di Dio, ferito dall’odio e dalla violenza che si può scatenare tra le sue creature, sempre capace di commuoversi e prendersi cura di loro con la tenerezza e la forza di un padre che protegge e che guida”.

Papa annuncia la volontà di andare in Iraq nel 2020. “Un pensiero insistente mi accompagna pensando all’Iraq, dove ho la volontà di andare il prossimo anno”. Lo ha annunciato il Papa nel corso dell’udienza alla Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali. Il Papa è anche tornato sulla Siria: “Penso con tristezza, ancora una volta, al dramma della Siria e alle dense nubi che sembrano riaddensarsi su di essa in alcune aree ancora instabili e ove il rischio di una ancora maggiore crisi umanitaria rimane alto”.

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