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Di Maio su lotta a evasione: “Carcere e confisca, ma no a guerra tra poveri”

Il ministro degli Esteri tuona contro i grandi evasori e auspica pene severe

Luigi Di Maio, da Washington, ribadisce la sua ferrea posizione riguardo all’evasione fiscale: «In Italia bisogna combattere contro la grande evasione, non contro il commerciante. Io non accetto che si criminalizzino certe categorie. Prima della multa sul Pos bisogna abbassare le commissioni delle banche». E sulla Manovra, aggiunge: «Non esiste una legge di Bilancio che fa la lotta all’evasione fiscale senza il carcere, con pene severe ai grandi evasori. Per noi è imprescindibile».

«Non posso accettare che lo Stato faccia il debole con i forti e il forte con i deboli – tuona il ministro degli Esteri -, non possiamo pensare che il simbolo dell’evasione sia l’elettricista, l’idraulico o il tassista. Non ci sto a scatenare la guerra tra i poveri». «È il messaggio culturale che è importante – dice Di Maio -, da anni si fa la lotta all’evasione con la lotta agli scontrini e sono stati ignorati i grandi evasori. Introduciamo carcere e confisca per sproporzione e vedrete come somme di decine miliardi di euro di evasione non esisteranno più».

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