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Uomo ferito in Porta Romana, ipotesi narcos e indagini su legami con ultrà

Oltre alla pista di una vendetta del narcotraffico, al vaglio degli investigatori anche i legami di Anghinelli con alcuni esponenti della Curva Sud del Milan

Milano – Continuano le indagini sulla sparatoria avvenuta ieri nei pressi di Porta Romana, nel centro di Milano, nella quale è rimasto gravemente ferito Enzo Anghinelli. Le piste vagliate dagli investigatori sono quella del narcotraffico e il legame con il clan Magrini e, in seconda battuta, quella del mondo ultrà.

Anghinelli circa dieci anni fa, dalla carte dell’operazione “White”, emerse come figura di spicco dello spaccio e del traffico di cocaina a Milano. L’operazione portò al’arresto dell’uomo, insieme ad altre 44 persone. In seguito Anghinelli patteggiò 11 anni di carcere in continuazione con un’altra condanna.

All’epoca dei fatti Anghinelli avrebbe gestito importazione di cocaina dal Sudamerica e la vendita di droga a Milano insieme ad Alessandro Ciancio, milanese di 39anni. Tra gli arrestati figurava pure Luigi Magrini, ritenuto vicino a clan pugliesi. Inoltre emerse come Anghinelli fosse legato anche al clan calabrese dei Mancuso. Contatti anche con Jacov Kontic, boss della mafia serbo-montenegrina e parente acquisito dei Magrini.

Non solo il mondo del narcotraffico tra le ipotesi vagliate dagli investigatori, ma anche quello a cavallo tra criminalità e mondo ultrà. Anghinelli avrebbe infatti stretto legami con qualche personaggio poco raccomandabile della Curva Sud del Milan, pur non frequentando San Siro.

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