Cronaca

TRENI AD ALTA VELOCITÀ, NUOVI PROGETTI PER LO SVILUPPO DELLE FERROVIE

Potenziare le ferrovie regionali e connetterle all'alta velocità, questo è l’ambizioso progetto posto dai leader del settore ferroviario europeo

L’obbiettivo è quello di raddoppiare il traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030 e rendere possibili viaggi, che nel minor tempo possibile, colleghino le principali città europee.

La rete ferroviaria europea si sviluppa per migliaia di chilometri con treni ad alta velocità,  per fare in modo di ampliarla ulteriormente è necessario fissare obbiettivi comuni e scegliere come suddividere i costi tra gli enti e i diversi paesi. I treni ad alta velocità, per le tratte medie, sono il mezzo di trasporto più comodo e sostenibile, permettono di ridurre il congestionamento e soprattutto l’inquinamento.

 La rete ferroviaria  italiana fortunatamente è tra le più avanzate in Europa e si snoda per oltre 17000 km, con una lunghezza complessiva dei binari di 24500 km, di cui 1000 km di alta velocità. 

 In Italia i treni più tecnologici  ad alta velocità corrono intorno ai 300 km/h, Marco Caposciutti, responsabile della direzione tecnica del Gruppo FS italiane, ha recentemente dichiarato  «abbiamo già verificato che con qualche modifica al segnalamento i treni possono raggiungere anche i 350 km/h di velocità commerciale». Il gruppo Trenitalia, opera anche in Francia, grazie ai mezzi di ultima generazione, è attiva la tratta Milano-Parigi con quattro treni Frecciarossa al giorno ed entro la fine del 2022 si punta all’attivazione di nuovi servizi anche in Spagna. I punti chiave, per lo sviluppo del settore ferroviario in Italia, sono ridurre i tempi di percorrenza, avere la disponibilità di mezzi sostenibili e il miglioramento della rete ferroviaria al Sud. Per riuscire in questa missione nei prossimi anni saranno acquistati 46 treni ad alta velocità, 34 treni Intercity e 495 treni regionali.

Il piano industriale di Ferrovie dello Stato, il Gruppo controllato dal Ministero dell’Economia italiano, prevede un investimento decennale dal 2022 al  2031 attraverso un programma di investimenti da 110 miliardi di euro. Si stima che se il progetto andrà interamente in porto, la capacità ferroviaria italiana aumenterà del 20%, sia in termini di treni che di estensione della rete. Sarà dunque possibile ridurre i tempi di percorrenza delle tratte maggiormente utilizzate, ad esempio la tratta Torino/Genova sarà di un’ora rispetto all’attuale durata di 1h e 40’, migliorerà anche la tratta tra Genova e Milano, un’ora rispetto a 1h e 30’ attuale, la distanza tra Napoli e Bari sarà di 2h rispetto alle attuali 3h.

È giusto precisare che gli investimenti in questione non verranno adoperati solo per l’alta velocità, il piano industriale punta anche allo sviluppo delle linee locali e presta attenzione alle regioni meridionali. Sono i dati a parlare, dal Piano industriale del Gruppo FS Italiane, si evince il 60% degli investimenti è destinato al Centro Sud, l’obiettivo è quello di aumentare del 30% i passeggeri del trasporto ferroviario e di raddoppiare il trasporto delle merci. L’amministratore delegato di Fs, Luigi Ferraris, è interessato a «trasportare persone e merci creando una mobilità semplice, interconnessa, sicura, rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita, anche grazie a una maggiore indipendenza nell’utilizzo delle fonti energetiche». Sarà inoltre fondamentale che Fs riesca a stare al passo con l’esecuzione delle opere nei tempi previsti.

Redatto da Martina Hamdy.

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