Cronaca

Rovigo, bambina nata tetraplegica per errore medico. Le assicurazioni: “Restituite il risarcimento”

Le assicurazioni chiedono che il risarcimento venga ridimensionato perché la bambina non vivrà a lungo. La famiglia: "Come fanno a guardarsi allo specchio?"

È destinato a far discutere il caso di Eleonora Gavezzani, la bambina nata all’Ospedale di Rovigo nel 2008 che ha sviluppato un’invalidità del cento per cento a causa di un errore medico e di carenze strutturali al momento del parto: nel settembre 2018, il giudice Pierangela Congiu del Tribunale civile di Rovigo, aveva stabilito un risarcimento di 5,1 milioni di euro per la famiglia della piccola. Tuttavia, davanti alla quarta sezione civile della Corte d’Appello di Venezia, le compagnie assicurative hanno chiesto che la somma del risarcimento venga diminuita perché le aspettative di vita di Eleonora sono ridotte.

I genitori della piccola, ai microfoni del “Gazzettino”, esprimono tutta la loro rabbia: «Non possiamo che provare rabbia, stanchezza e frustrazione, nel vedere come nostra figlia sia considerata come un oggetto, senza un cuore e senza un’anima: per soldi si infierisce ancora su una bambina che è stata condannata ad una vita in gabbia per colpa di errori altrui e qualcuno si permette di dire quanti anni vivrà senza nemmeno visitarla, dicendo che siccome morirà presto dobbiamo restituire il risarcimento che il giudice in primo grado ha deciso con una sentenza esecutiva. Ma queste persone come fanno a guardarsi allo specchio?».

Mario Cicchetti, legale della famiglia della bambina, ha spiegato: «Le due compagnie assicuratrici dell’Ulss Polesana e delle due dottoresse, AmTrust e Lloyd’s, hanno presentato due pareri con i quali si vorrebbe rideterminare l’ammontare del risarcimento, sulla base di una presunta aspettativa di vita della bambina, che per il dottor Claudio Rota dell’ospedale di Sassuolo sarebbe fra i 30 e i 40 anni e per il professor Marcello Orzalesi sarebbe addirittura fra i 10 e i 20 anni, cioè Eleonora dovrebbe essere già morente perché ha già 10 anni».

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