Cronaca

Roma, tassa di soggiorno non versata, albergatori nei guai: la cifra recuperata

Nel mirino degli inquirenti anche strutture storiche e di lusso della Capitale

Roma – Tassa di soggiorno non versata al Comune di Roma, nel mirino gli albergatori, anche di hotel storici della Capitale. Un fiume di denaro intascato per anni tanto da gestori di semplici Bed And Breakfast quanto da quelli di hotel di lusso. Finora i magistrati di Piazzale Clodio hanno recuperato una cifra di 11 milioni e mezzo di euro grazie a sequestri preventivi di varie strutture. In totale sono quasi una trentina gli alberghi finiti sotto indagine. Nei confronti dei titolari l’accusa è di peculato in quanto ricoprono un ruolo di pubblici ufficiali.

Tra le strutture finite sotto la lente degli inquirenti, anche il Grand Hotel Plaza, nella centralissima via del Corso. Il gestore Cesare Palladino, padre dell’attuale fidanzata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non ha versato l’imposta per un totale di 2 milioni di euro. Sotto indagine anche strutture presenti nei più svariati quartieri della Capitale: dal centro storico, ai Parioli, dall’Aurelio a zone periferiche come in via Palmiro Togliatti e Prenestino. L’ultimo sequestro, pari a circa 200 mila euro, è stato disposto il 21 ottobre scorso dal gip nei confronti del rappresentate legale della società che gestisce l’hotel a quattro stelle Domidea.

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