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Regeni, la svolta: spunta un supertestimone

Ha ascoltato per caso la conversazione di un funzionario della National security egiziana

L’inchiesta sul sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni potrebbe essere finalmente giunta a una svolta grazie a un supertestimone. Uno dei funzionari della National security egiziana, il servizio segreto civile di Al Sisi, già sospettato del sequestro del giovane, avrebbe parlato del “ragazzo italiano”, di pedinamenti e intercettazioni telefoniche fino al sequestro di Regeni mentre era seduto al tavolo di un pranzo.
L’uomo non si sarebbe accorto di essere ascoltato da un testimone occasionale, che conoscendo la lingua araba ha compreso quanto veniva detto. Durante la conversazione, l’ufficiale della security egiziana avrebbe confidato: “Regeni lo abbiamo sequestrato noi. Credevamo fosse una spia inglese, lo abbiamo preso e lo abbiamo picchiato”. Il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il sostituto Colaiocco hanno inoltrato una nuova rogatoria al Cairo.

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