CronacaIntrattenimento

Paola Cortellesi interpreta Petra, una donna bella, all’avanguardia e fuori dagli schemi

La serie, diretta da Maria Sole Tognazzi, è stata girata a Genova. In onda prossimamente su Sky

Le raffiche di libeccio, gonfie dell’odore sferzante del mare, sono il presagio della burrasca imminente. Nell’arena del palazzetto dello sport, tra gli spalti coperti da una polvere impietosa, l’ispettrice Petra Delicato avanza lentamente, il trench scuro, la pistola nella mano sinistra lungo il fianco, lo sguardo concentrato. Dal fondo della scena, come in un duello western, avanza a passi sicuri l’antagonista: cappotto oversize, capelli rasati, sguardo di ghiaccio, le intima di appoggiare l’arma a terra. E’ il capo di una setta russa che costringe i giovani adepti ad evirarsi: ha preso in ostaggio uno degli uomini dell’ispettrice e la ricatta. Nel vecchio palasport di Genova, gloriosa struttura che ha visto decine di gare di atletica indoor, concerti dei Beatles, Sinatra e Pavarotti, e perfino l’unica edizione del Superbowl italiano nel 1983, si gira il terzo episodio di ‘Petra’, la nuova produzione originale Sky con Cattleya e Bartlebyfilm, in onda prossimamente su Sky Cinema. Quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa del mondo, Petra Delicado, protagonista della saga bestseller di Alicia Gimenez-Bartlett che in Italia ha venduto (con Sellerio) oltre un milione e mezzo di copie. A darle il volto è Paola Cortellesi, diretta da Maria Sole Tognazzi. “Mi sono innamorata subito di Petra, perché è una donna che si è liberata dai cliché femminili, dal giogo dei ruoli che ci impone la società o ci imponiamo noi stesse”, sottolinea Cortellesi, esaltando la personalità indipendente dell’ispettrice, due matrimoni falliti alle spalle, catapultata dall’archivio in prima linea per indagare su casi di omicidio e violenza. “E’ una donna che prende in mano la sua vita e se ne assume i rischi, senza accettare compromessi né legami e quindi affrontando un po’ di solitudine e l’eventualità di non piacere necessariamente agli altri, ma non se ne fa un cruccio. E’ eccezionale, tutti vorremmo assomigliarle un po’. E’ fuori dagli schemi, dall’etichetta femminile o femminista, perciò la amo. Siccome certe sovrastrutture le ho – confessa l’attrice, che intanto si gode il podio degli incassi cinematografici con Che cosa ci dice il cervello, al secondo posto dietro il super fenomeno Avengers – pensavo che sarebbe stato più difficile interpretarla. E invece si è creata subito un’enorme sintonia” (ANSA).

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