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Oper Arms: dal Tar via libera a entrare in acque italiane, ma Salvini firma un nuovo divieto: gli aggiornamenti

Dopo 13 giorni di stop in acque internazionali, ieri il Tar del Lazio ha dato alla nave di Open Arms il via libera a entrare in acque italiane rilevando un eccesso «di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso in mare». L’ong ha accolto subito con soddisfazione la notizia, e ha annunciato: «Ci stiamo dirigendo verso il porto più sicuro», ovvero quello di Lampedusa.

«Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare»,  ha sottolineato Open Arms.

Da Salvini un nuovo divieto

Salvini però è rimasto fermo nella sua posizione e ha firmato un nuovo divieto di sbarco. Secondo il Viminale, mentre era bloccata al largo la nave di Open Arms si sarebbe trattenuta per giorni in acque libiche ne maltesi, avrebbe anticipato altre operazioni di soccorso e avrebbe fatto «sistematica raccolta di persone con l`obiettivo politico di portarle in Italia».
«Caro il mio giudice – ha commentato Salvini durante un comizio alla Spezia -, lo stipendio te lo pagano gli italiani e devi difendere i confini italiani».

Ma il ministro della Difesa non firma

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta non ha firmato il divieto all’ingresso nelle acque territoriali per la Open Arms, come era stato chiesto dal collega dell’Interno Salvini. Lo si apprende da fonti del Viminale, secondo cui «la scelta non sorprende, visto che la titolare della Difesa ha ordinato alle navi della Marina Militare di scortare verso il nostro Paese l’imbarcazione spagnola».

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