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Open Arms: tensione alle stelle, probabile accordo sul porto di sbarco. Tutti gli aggiornamenti

Dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato una decisione comune

Alla fine la proposta potrebbe essere accettata. Open Arms dice ok all’offerta arrivata da parte dell’Italia di accompagnare la nave in porto: stavolta, il porto prescelto è quello di Minorca, nelle Baleari. Porto che ha messo a disposizione direttamente il premier Sanchez. E il Viminale è già al lavoro per organizzare il trasferimento dei migranti in Spagna attraverso navi militari, come avvenne nel 2018 per la Aquarius. “Dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, decisione che ci appare del tutto incomprensibile – afferma Riccardo Gatti, presidente di Open Arms – Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalla costa di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega. Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro“.

Il vicepremier italiano Matteo Salvini, d’altra parte, stamattina aveva ribadito il suo no categorico allo sbarco. Quella del porto di Minorca sembra dunque la soluzione più accettabile. Nonostante la nuova offerta del governo spagnolo del porto più vicino di Minorca nelle Baleari, la Ong sostiene comunque di non essere in grado di riprendere il mare. “Stiamo vivendo una situazione di forte ansia e questo rende la situazione ingestibile per la sicurezza a bordo, non possiamo mettere a repentaglio la sicurezza e l’integrità fisica degli immigrati e dell’equipaggio” la risposta inviata via mail a Madrid che ieri, dopo 18 giorni di attesa, di fronte all’ostinato no di Matteo Salvini (che la Spagna intende portare davanti alle autorità europee) ha sbloccato la situazione offrendo un porto sicuro, prima quello troppo lontano di Algeciras, poi quello di Minorca. Dove la Open Arms potrebbe dirigersi accompagnata da navi della Guardia costiera italiana messe ieri a disposizione dal ministro Toninelli. Ma Open Arms si dice disposta ad accettare quest’ultima proposta soltanto se i 107 migranti faranno la traversata su un’altra nave “adatta per raggiungere il porto spagnolo in breve tempo e compatibile con la situazione attuale”. Non si esclude, peraltro, il rischio di possibili reazioni inconsulte dei migranti, intimoriti dall’ipotesi di poter essere riportati in patria, davanti ad un possibile trasbordo su una nave militare per riprendere la navigazione.

La situazione, d’altra parte, ieri pareva proprio insostenibile, fino al punto che cinque persone si erano buttate in mare, nel tentativo di raggiungere a nuoto la terraferma. Si sono gettati tra le onde con i salvagenti addosso cercando di raggiungere, finalmente, Lampedusa. Alcuni soccorritori li hanno seguiti per cercare di fermarli. Ecco il VIDEO che mostra il gesto disperato dei migranti e la disperazione di chi è rimasto a bordo, tra scene di panico e crisi d’ansia:

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