Cronaca

Nuove incertezze per il turismo europeo

Le vacanze estive sono ormai alle porte e milioni di persone stanno decidendo solo ora come trascorrerle: l’Italia infatti sembra esser pronta a riaccendere i motori del turismo grazie all’introduzione del green pass nazionale ed europeo.

A preoccupare pero ora è la diffusione della variante Delta che in diversi Paesi europei sta provocando un nuovo aumento dei casi. Purtroppo osservando la mappa del Centro Europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie,  il colore verde che fino alla settimana scorsa era dominante, inizia a scomparire. La situazione torna ad aggravarsi in Francia dove molte zone tornano a colorarsi di arancione, in particolare nelle regioni meridionali e nell’area metropolitana di Parigi. Tornano in rosso i Paesi Bassi. I dati si confermano molto preoccupanti anche in Spagna, dove dal 10 luglio è tornano in vigore il coprifuoco e la Catalogna si tinge addirittura di rosso scuro.

A causa del turismo dei giovanissimi sono numerosi i focolai Covid-19 scoppiati anche in Grecia, dove purtroppo si è giunti a blindare la maggior parte delle isole. Luci puntate su Mykonos, meta mondiale della movida estiva, dove verrà introdotto un coprifuoco notturno di 5 ore: dall’una di notte alle sei di mattina l’isola resterà chiusa, ristoranti e discoteche dovranno impedire gli assembramenti con la diffusione della musica.

Dunque la risalita dei contagi in tutta Europa e le nuove restrizioni in arrivo stanno spegnendo l’ottimismo iniziale per la ripartenza della stagione estiva. Le prime disdette non tardano ad arrivare soprattutto per chi ha prenotato all’estero perché la più grande paura è quella di rimanere bloccati per eventuali quarantene forzate.

L’Italia, invece, dall’ultimo aggiornamento del Centro Europeo risulta ancora completamente verde. Cosa dobbiamo aspettarci dunque per questa nuova stagione estiva?

Un’indagine Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) ha evidenziato una ripresa rispetto all’anno scorso, i dati infatti sembravano confortanti vista la pessima estate conclusa nel 2020 ma è difficile prevedere quello che accadrà in una situazione così incerta e in continua evoluzione. Il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina afferma: «Le stime iniziali per l’estate erano di un +20% di giro d’affari rispetto al 2020, grazie soprattutto alla campagna vaccinale. Oggi quelle previsioni sono azzerate e temiamo un calo del 50% rispetto alle prenotazioni del 2020. Si preparano nuove restrizioni, un possibile ritorno al “giallo” in alcune regioni: la nuova sfida al virus che pensavamo di ingaggiare a ottobre è in realtà già arrivata. Ben venga il green pass o qualunque misura serva ad arginare la variante Delta, ma bisogna definire strategie di intervento lineari e forti”.

L’Italia rappresenta da sempre una destinazione molto ambita, la campagna vaccinale è ben avviata e i contagi per il momento restano bassi nonostante la diffusione della variante Delta. Da un’indagine svolta da Demoskopika sui flussi turistici dell’Italia, il Trentino-Alto Adige, la Toscana e la Sicilia, sono in cima alla classifica delle mete più ambite del paese. Molto probabilmente la maggior parte dei turisti arriveranno da Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Usa: il 5% delle persone, provenienti da questi Paesi, partiranno con destinazione Italia.

Con l’introduzione del Green Pass, in vigore dal primo di luglio, si potrà tornare a viaggiare se pur con ancora delle restrizioni. Chi possiede il Green pass può spostarsi con maggiore libertà tra i Paesi dell’UE (e alcuni stati extra UE) senza doversi sottoporre a tamponi e a quarantena. Il pass permette ai cittadini europei di trascorrere le vacanze nella Penisola, in presenza però di un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione -con entrambe le dosi e solo con i vaccini autorizzati dall’Ema – o un certificato di guarigione dal Covid oppure un tampone (molecolare o antigenico) con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio.

Ora però si punta ad un Green Pass allargato – con il ciclo completo di vaccinazione e non più con una sola dose – dovrebbe entrare in vigore dall’inizio di agosto anche per evitare cambi di colore delle Regioni e mantenere l’Italia bianca almeno fino alla metà del mese. Il certificato per immunizzati, guariti dal Covid-19 o “tamponati”, ovvero con tampone negativo entro le 48 ore, potrebbe essere obbligatorio anche per i ristoranti al chiuso, ma ci sarà battaglia. Molto probabile che venga richiesto per stadi, piscine, palestre, concerti e tutte le attività collettive. I nuovi parametri di rischio per le Regioni e la proroga dello stato d’emergenza dovrebbero incontrare meno ostacoli, secondo le previsioni.

Dunque nella speranza che lo spettro della Delta rimanga arginato, le spiagge in Italia sono pronte ad accogliere i turisti, seguendo protocolli di sicurezza come l’obbligo della mascherina e la distanza di sicurezza. Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari, assicura che “per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, al momento non risultano esserci disposizioni limitative o impeditive delle nostre attività”

Secondo l’analisi svolta da Coldiretti sui dati ISTAT, il numero dei connazionali che ha scelto una vacanza oltreconfine nell’estate in corso non arriva al milione e mezzo. La stragrande maggioranza rimarrà in Europa, anche se tutto questo non allenta le preoccupazioni, data la ripresa dei contagi che sta interessando molte delle mete più gettonate. I timori per forza di cose sono tanti come emerge da un sondaggio di Tramundi (tour operator digitale)  condotto su 1.000 rispondenti: la paura più diffusa rimane quella di contagiarsi, che accomuna il 27,6% degli intervistati. Mentre le donne temono, in misura maggiore rispetto agli uomini, di dover affrontare periodi di quarantena o isolamento fiduciario (20,8% contro il 7,7% degli uomini), gli uomini si preoccupano maggiormente di questioni economiche: sono spaventati dall’eventualità di perdere denaro per via di rimandi, cancellazioni, malattie o nuove restrizioni (27% contro il 14,5% delle donne). A preoccupare i cosiddetti Millennials (i nati tra l’81 e il ’96)  e la Generazione Z (i nati tra il ’95 e il 2010) c’è anche l’eventualità di trovarsi in quarantena o isolamento fiduciario (durante o dopo il viaggio) non potendo così tornare al lavoro o agli studi, come pianificato. Infine non possiamo dimenticarci di quella grande fetta di lavoratori che a causa della pandemia hanno avuto grandi difficoltà economiche e sono stati costretti a rinunciare alle vacanze.

Redatto da Martina Hamdy.

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