Cronaca

Migranti, Mediterranea torna in mare con il veliero Alex

Migranti, l’Ong italiana Mediterranea è tornata in mare ieri notte con il veliero Alex. La nave Mare Jonio è infatti ancora sotto sequestro.
Il veliero è stato attrezzato per il primo soccorso e ha puntato la prua verso la Libia. Per dare vita a una missione coordinata di ricerca e soccorso dei migranti in condizioni di emergenza nelle prossime ore si uniranno a Mediterranea anche la nave Aylan Kurdi, della Sea Eye, e la spagnola Open Arms.

«Torniamo in mare», scrive Mediterranea su Instagram, «senza la Mare Jonio, che assurdamente rimane dietro il cancello di un porto per avere salvato 30 persone, tra cui la nostra piccola Alima. Senza i nostri comandanti, indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come Carola Rackete, semplicemente per avere fatto quello che è giusto, quello che il diritto del mare e dei diritti umani prevede».
«Raggiungeremo la cosiddetta SAR libica – annuncia l’Ong -, una zona controllata da milizie colluse coi trafficanti di esseri umani, legittimati dalle politiche italiane e dell’Unione europea. La nostra presenza è l’unico ostacolo alla loro azione criminale. Ancora una volta siamo andati dove non vorremmo essere, ma dove è necessario essere. In quel Mediterraneo dove nessuno dovrebbe più naufragare pur di fuggire dalle bombe e dalle torture.
Qui, oggi si gioca il futuro di tutte e tutti, perché in questo mare annega la nostra umanità, la parte migliore della nostra civiltà, la speranza di vivere in un mondo libero e più giusto».

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🔵 Siamo partiti, Mediterranea torna in mare. 🔵 • Non ci siamo mai fermati, a dire il vero, perché non è sequestrando una nave che si possono fermare Mediterranea e la sua missione. Torniamo in mare quindi, anzi ci siamo già. Senza la Mare Jonio, che assurdamente rimane dietro il cancello di un porto per avere salvato 30 persone, tra cui la nostra piccola Alima. Senza i nostri comandanti, indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come Carola Rackete, semplicemente per avere fatto quello che è giusto, quello che il diritto del mare e dei diritti umani prevede. Siamo partiti con quella che fino a ieri era la nostra barca di appoggio, la Alex, con cui ora stiamo navigando per portare avanti la missione di Mediterranea. Monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani in un mare che i governi europei hanno trasformato in un cimitero deserto; prestare il primo soccorso, se incontreremo qualcuno che ha bisogno di aiuto. Raggiungeremo la cosiddetta SAR libica, una zona controllata da milizie colluse coi trafficanti di esseri umani, legittimati dalle politiche italiane e dell’Unione europea. La nostra presenza è l’unico ostacolo alla loro azione criminale. Ancora una volta siamo andati dove non vorremmo essere, ma dove è necessario essere. In quel Mediterraneo dove nessuno dovrebbe più naufragare pur di fuggire dalle bombe e dalle torture. Qui, oggi si gioca il futuro di tutte e tutti, perché in questo mare annega la nostra umanità, la parte migliore della nostra civiltà, la speranza di vivere in un mondo libero e più giusto. Ancora una volta siamo in mare per salvarci, ma non siamo soli. @proactivaopenarms e Aylan Kurdi di @seaeye_org saranno insieme a noi, una flotta della società civile che non rinuncia a difendere il diritto alla vita. Non siamo soli, soprattutto, perché Mediterranea siete voi, voi tutte e tutti che riempite le vie di terra, che siete a bordo in ogni istante, ovunque vi troviate, proteggendo i naviganti e aspettandoli nei porti, sempre. Buon vento, Mediterranea!

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