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Luca Sacchi, le parole dei familiari del giovane ucciso a Roma

«Mio figlio era stupendo e sempre col sorriso», ha ricordato papà Alfonso

La famiglia di Luca Sacchi, ucciso a Roma in quella che inizialmente era apparsa come una rapina finita in tragedia, ha indetto una conferenza stampa nella capitale. «Mio figlio era stupendo e sempre col sorriso», ha ricordato papà Alfonso Sacchi, «sempre pronto allo scherzo e aveva tanta voglia di vivere. Tutti lo conoscevano per il bravo ragazzo che era. Gli dicevo di non fidarsi e di stare attento anche a suo fratello. Aveva passione per lo sport. Dopo la morte ho indossato anche i suoi indumenti per prendere coraggio»

Il ‘contatto’ con i pusher, nell’ordinanza indicato come «conoscenza intima» di Luca Sacchi, è «un ragazzo che mio figlio conosceva: questa persona l’aveva rivista da 5 o 6 mesi, si conoscevano dai tempi del liceo», ha aggiunto Alfonso Sacchi.
«In alcuni giornali di ieri è apparsa una frase secondo cui per la famiglia Sacchi è immorale difendere Anastasia, sono parole erroneamente intercettate. Quando si parla di lei bisogna camminare con piedi di piombo. Allo stato lei è persona offesa», ha detto il legale della famiglia Sacchi.

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