Cronaca

L’informazione meteo per ridurre rischio catastrofi naturali

ROMA, 21 MAR – L’importanza delle informazioni meteorologiche per ridurre il rischio di catastrofi naturali: è questo il tema della Giornata Meteorologica Mondiale 2022, in programma come di consueto il 23 marzo, che vedrà l’Italia partecipare con un evento sul tema, online e streaming. Si tratta di un convegno, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma e dall’Aisam (Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia) presso l’Aula Magna e sul canale YouTube Sapienza. “Che si tratti di prevenire disastri naturali causati da eventi meteorologici estremi, di gestire emergenze improvvise o pianificare politiche ambientali – si legge in una nota della Sapienza e di Aisam – i dati e le previsioni meteorologiche sono oggi indispensabili: dall’ambiente, ai trasporti, dall’energia, all’agricoltura fino alla sicurezza. Per poter prendere decisioni adeguate e rapide è importante sapere che tempo farà”. Tra gli ospiti dell’evento ci saranno Gabriele Scarascia Mugnozza, presidente della Commissione Nazionale dei Grandi Rischi; Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile (Dpc), il Gen. Luca Baione rappresentante permanente per l’Italia presso l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm); rappresentanti di Aeronautica Militare e Giuseppe Sangiovanni direttore di Rai Pubblica Utilità. “ll tema della Giornata Meteorologica Mondiale di quest’anno è di stringente attualità e valorizza i sentimenti di sempre maggiore attenzione da parte della comunità internazionale per i cambiamenti climatici – sottolinea il gen. Baione -. L’Italia gioca un ruolo di crescente stimolo su questi temi nell’ambito dell’Omm. Questo evento valorizza, altresì, le numerose e diversificate eccellenze nazionali che il “sistema Italia” può mettere in campo anche per promuovere iniziative di formazione e di sviluppo a favore di quei Paesi che maggiormente patiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, spesso catastrofiche per gli equilibri geopolitici, tanto che le organizzazioni internazionali di difesa e sicurezza studiano con crescente preoccupazione questi fenomeni”. (ANSA).
(ANSA)

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