Cronaca

Inflazione e affitti in aumento, Milano città più cara d’Italia

Dopo i due pesanti anni segnati dall’arrivo della pandemia, il mercato immobiliare si è riattivato e i rincari non sono tardati ad arrivare

L’aumento dell’inflazione a dicembre 2022 ha toccato livelli record mai raggiunti dal 1984 ad oggi. L’Istat ha reso noto l’aggiornamento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) per il mese di dicembre 2022, registrando un aumento dell’11,6 % su base annuale.

Con l’aumento dell’inflazione il costo della vita cresce inesorabilmente, salgono anche i prezzi degli affitti, purtroppo molti italiani alle prese con la revisione annuale del contratto d’affitto dovranno fare i conti con i nuovi canoni di locazione.

I dati emersi da un’analisi condotta da Idealista – noto sito immobiliare – ci confermano che l’aumento dell’inflazione pesa soprattutto sui canoni degli affitti di case trilocali (maggiormente richiesti dalle famiglie) incidendo sui contratti di locazione che prevedono la formula di durata 4+4. In Italia, ad agosto del 2021, l’affitto mensile di una casa trilocale in media era di 600 euro al mese, ora si aggira intorno ai 649 euro. I dati cambiano in maniera rilevante a seconda della città presa in analisi.

Milano è indubbiamente in vetta a tutte le classifiche, a dirlo è il report di idealista: Milano si conferma la città dove la media degli affitti è la più cara d’Italia. Sulla tipologia di casa trilocale si potrebbero registrare aumenti anche di 115 euro al mese, per un totali di 1.380 euro in più all’anno, un aumento che pesa in maniera significativa sulle famiglie italiane. A Bolzano, l’inquilini dovranno affrontare invece una spesa di 104 euro in più al mese. La situazione non migliora nemmeno a Roma e Firenze con un aumento di 86 euro al mese.

Il portale Idealista, oltre ad aver individuato Milano come la città più cara in eccellenza, ha sfilato la classifica dei quartieri italiani più dispendiosi d’Italia prendendo in analisi 13 città. Le prime sette posizioni sono occupate ovviamente da quartieri milanesi. Il quartiere più caro in assoluto è la zona di Brera Montenapoleone, subito a seguire, Sant’Ambrogio, Duomo, Vittorio Emanuele e la zona di Moscova. Se si ambisce ad abitare in centro, in zone come San Babila, bisognerà essere disposti a pagare la modica cifra di  4.500 euro al mese. Per stabilirsi in zona Porta Nuova la cifra ammonta a 4.000 euro, chi invece possiede un budget limitato, intorno ai 700 euro, è costretto a spostarsi in zone più periferiche come Quarto Oggiaro o Ponte Lambro.  Nella classifica sfilata da Idealista, la prima posizione occupata da una città “non milanese”, è Roma con il quartiere di Popolo-Navona.

Milano resta dunque la città più cara d’Italia o meglio una delle città più care d’Europa, ha di recente superato Monaco di Baviera e ad oggi è cara quasi al pari di città come Londra e Parigi. A Milano l’inflazione tendenziale è salita oltre l’8 per cento, il massimo dal 1994..

Ma perché costa così tanto abitare a Milano? Milano oltre ad essere una città che offre moltissimi servizi in continua evoluzione, resta una delle città universitarie più attrattiva d’Italia ed inoltre, secondo una ricerca di Jobiri, è la provincia italiana dove si trova più velocemente lavoro, inoltre dopo la pandemia è cresciuta nuovamente la domanda dei lavoratori fuori sede. I prezzi alle stelle degli appartamenti inducono i giovani a rimandare l’acquisto della prima casa e ad optare per l’affitto. Questa triste realtà, legata al mercato immobiliare, lascia purtroppo indietro i più deboli e i giovani.

L’attivista Tomaso Greco si è così espresso in merito al caro affitti milanese “Milano sta diventando una città che esclude, e non più la città delle opportunità. Milano ha dei prezzi degli affitti molto alti, alti quanto le grandi città europee. Ma con un rapporto prezzi stipendi che è il peggiore in Europa, soprattutto per i più giovani e soprattutto per i redditi più bassi”.

 

Redatto da Martina Hamdy. 

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