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Frosinone, bimbo strangolato dalla mamma. In caserma anche il padre

Nicola Feroleto è stato ascoltato dagli investigatori per tutta la notte. Il tremendo sospetto è che abbia contribuito anche lui alla morte del piccolo Gabriel

Frosinone – Spunta un nuovo e tremendo sospetto sulla morte del piccolo Gabriel Feroleto, il bambino di 2 anni strangolato dalla madre nei pressi di Cassino (Frosinone) perché piangeva troppo. Dopo aver fermato la donna, la 28enne Donatella Di Bona, che negli ultimi tempi soffriva di attacchi di panico e depressione, i carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia nei confronti del padre, il 50enne Nicola Feroleto. L’uomo, per tutta la notte, è stato interrogato dagli agenti.

Nicola Feroleto, parlando con i giornalisti subito dopo la tragedia, aveva dichiarato: “Li avevo visti al mattino e quando sono tornato da loro nel pomeriggio era ormai troppo tardi. Se fossi stato lì una cosa del genere non sarebbe mai successa“. Alcune incongruenze nel racconto dei fatti e le dichiarazioni di alcuni testimoni, hanno alimentato i dubbi degli investigatori. Per questi ultimi infatti, al momento, la verità è un’altra. Vale a dire un padre e una madre che hanno ucciso il loro piccolo figlio.

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