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Feltri contro Camilleri, i giornalisti che hanno detto “Ora basta: o noi o lui”

Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo chiedono all'Odg di potersi autosospendere per prendere le distanze da un Ordine che include Vittorio Feltri

Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero, ormai famoso per le sue espressioni colorite e di linguaggio fino a poco tempo fa insolito per un quotidiano, è al centro di una nuova polemica. Qualche giorno fa, in un editoriale sul suo giornale, ha commentato le gravi condizione di salute di Andrea Camilleri scrivendo: “L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita, è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto il fratello Zingaretti, segretario del Partito Democratico, il peggiore del mondo”; Parole ripetute dallo stesso Feltri anche ai microfoni de I Lunatici su Rai Radio2.

La reazione di sdegno da parte del mondo della politica si è scatenata con solerzia, iniziando dal commento di Emanuele Fiano del PD “l’editoriale su Camilleri è una barbarie. Le sue parole rivelano un’assoluta mancanza di rispetto e di umanità e sono del tutto inaccettabili”. Ma anche il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra di M5s, si fa sentire via social per sottolineare che, dopo le parole di Feltri, “Camilleri mi diventa simpatico a prescindere: mi sento orgogliosamente terrone, orgogliosamente rompicoglioni”. 

Mondo della politica e della cultura a parte, particolarmente significativa la lettera inviata da due giornalisti Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo all’Odg, con la quale chiedono di essere sospesi dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti di cui anche Feltri fa ovviamente parte.

“Caro presidente, abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri

Questo l’incipit della lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine Carlo Verna, che mette in evidenza sin da subito la polare distanza che i due giornalisti desiderano prendere rispetto al comportamento professionale del direttore di Libero.

“Le parole di Feltri su Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel ‘terrone che ci ha rotto i coglioni’ per noi figli del Sud è inaccettabile. Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia. Riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista”

Il linguaggio di Feltri è ormai noto a tutti, ricordiamo l’espressione “bastardi islamici” dopo gli attentati di Parigi, il titolo “patata bollente” riferito al sindaco di Roma Virginia Raggi, e il recente “avanti Gretina” seguito da affermazioni negazioniste riguardanti il riscaldamento globale pubblicate sulla sua testata.

Ad alcune di queste affermazioni del direttore sono seguite conseguenze giudiziarie, in questo ultimo clamoroso caso, il Presidente del Consiglio dell’Ordine Verna rispetto alla richiesta dei due giornalisti Borrometi e Ruotolo, ha affermato che nonostante condivida le ragioni della loro richiesta, non esiste il procedimento dell’autosospensione dall’ordine e, per Vittorio Feltri, potrà essere applicato un rituale provvedimento disciplinare.

La presa di posizione dei due giornalisti è sicuramente un segnale forte di quanto la categoria del giornalisti professionisti abbia la forte volontà di preservare la credibilità dell’Ordine ed evitare che le opinioni personali di alcuni soggetti rispetto a questioni particolarmente delicate vengano espresse a mezzo stampa influenzando in maniera estrema l’opinione pubblica.

 

Redatto da Elisabetta Ruffolo

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