Cronaca

Davide Astori, il ricordo degli amici a un anno dalla tragica morte

Oggi la cerimonia voluta dalla famiglia del capitano della Fiorentina

“Davide Astori è un capitano che ha dato frutti da vivo ma anche da morto: con il suo ricordo vivo in tutti dà ancora frutti”: lo ha detto don Gianluca Brescianini nell’omelia della Messa celebrata questa mattina nella chiesa parrocchiale di San Pellegrino per ricordare Davide Astori, capitano della Fiorentina, morto esattamente un anno fa a causa di un attacco cardiaco.

Tanti gli amici arrivati da Firenze. La cerimonia è stata voluta dalla famiglia Astori, da papà Renato, mamma Anna, i fratelli Marco e Bruno, la compagna del giocatore Francesca che lo rese padre tre anni fa di Vittoria. Oltre a loro in chiesa anche alcuni compagni di squadra della Fiorentina e dirigenti che ieri si sono fermati a Bergamo dopo la partita. Gremita la chiesa. I compagni di squadra hanno poi deposto una corona di fiori sulla tomba del capitano.

Tanti messaggi per Davide

“Davide Astori, sempre nei nostri cuori”. E’ il tweet della Roma per ricordare il capitano della Fiorentina. Astori è stato ricordato, oltre che dalla Fiorentina, anche da un’altra sua ex squadra, il Cagliari, che, sul proprio account Instragram, lo ha commemorato così: “Il tuo sorriso è sempre qui con noi”.

“Ci hai indicato la strada, sempre con noi…”, è invece il messaggio postato su Twitter dalla Fiorentina, presente oggi alla messa in ricordo del difensore.

“Il tuo sorriso è la tua presenza qui in mezzo a noi. Quello stesso sorriso che mi regalavi ogni volta che ci vedevamo. Lo custodisco fra i ricordi più belli. Ciao amico mio”. E’ il ricordo che lo juventino Leonardo Bonucci dedica, sui social, a Davide Astori.

Malagò: “Il ricordo è importante”

“È bello che ci sia la volontà di sostenere la memoria, spesso quando ci sono delle cose tristi e non belle è facile sul momento esprimere un’opinione ma è molto più complicato farlo negli anni successivi”. Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “E’ importante – ha concluso, a margine di un evento al Coni – continuare, perché deve aiutare, oltre a tenere ben presente i fatti, ma anche evitare che queste cose capitino un domani, sempre che la scienza e la medicina siano in grado di riuscirci”.

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