Cronaca

CRESCE L’ATTENZIONE ALLA SALUTE MENTALE, AL VIA IL BONUS PSICOLOGO

Questi ultimi anni, per ognuno di noi, si sono rivelati una prova davvero difficile da affrontare, tra la pandemia, che non ci lascia in pace da oltre due anni, l’inizio di una guerra e la reale consapevolezza di trovarci nel bel mezzo di una crisi climatica.

Le cattive notizie non ci hanno purtroppo mai abbandonato e i ritmi della nostra vita hanno subito dei profondi cambiamenti, dal lavoro ai rapporti interpersonali. L’insieme di questi fattori ha aumentato lo stress e innescato, in alcuni casi, reazioni fisiologiche di crisi.

Sono i dati a confermarci questa tesi, un’indagine condotta in 7 paesi da AXA Europa ha messo in luce le ripercussioni generate nel primo anno di pandemia sulla salute mentale. Secondo AXA Mental Health in Europa le persone più colpite sono i giovani fino ai 34 anni e le donne. L’ 81% degli italiani ha espresso la volontà di richiedere aiuto ad un professionista, anche in Spagna il 53% delle persone dichiara di soffrire di un impatto psicologico. Dall’indagine in Europa sembra che a risentirne meno siano i tedeschi con una percentuale ferma al 28%.

Rientriamo in Italia, per un’analisi più approfondita della situazione, grazie ad uno studio condotto all’inizio del 2021 da psichiatri ed esperti di sanità pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità delle Università di Genova e di Pavia e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche; dalla ricerca risulta che, su un campione di oltre 6000 soggetti, oltre il 40% degli italiani ha riportato un peggioramento dei sintomi ansiosi e depressivi durante il lockdown.

La pandemia ha purtroppo innescato anche una profonda crisi economica e lavorativa generando una delle cause principali dell’insorgenza di questi disturbi, dai dati infatti risulta che la fascia maggiormente colpita raddoppia negli individui con un reddito inferiore ai 15.000 euro all’anno e tende a triplicarsi nel caso dei disoccupati.

Durante l’ultima Giornata nazionale della psicologia, gli psicologi italiani hanno fatto il punto della situazione sui disagi percepiti a livello psicologico, cercando di  promuovere una consapevolezza maggiore in tema di prevenzione e supporto per  pazienti di tutte le età. In questa occasione, gli psicologi hanno lanciato un allarme e il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, David Lazzari, ha spiegato “gridano e richiedono attenzione, soprattutto da parte delle istituzioni, per dare una risposta strutturale a questo tipo di problema, che riguarda ormai tutte le fasce d’età”.

Lo Stato ha deciso di intervenire in maniera concreta per rispondere al disagio di milioni di italiani che in molti casi per problemi economici non possono accedere a questo tipo di assistenza. Ha preso il via il bonus psicologo che verrà distribuito con un contributo fino a 600 euro all’anno per sostenere le spese e favorire l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia.

Possono accedere al bonus tutte le persone, di qualsiasi fascia di età, con un reddito Isee fino a 50mila euro l’anno. Con Isee inferiore ai 15 mila euro, si avrà diritto a ricevere 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 600 euro per ogni beneficiario. Con Isee tra i 15 mila e i 30 mila euro, si avrà diritto a ricevere fino a 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 400 euro. Con Isee tra i 30 mila e i 50 mila euro, si avrà diritto a ricevere fino a 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 200 euro.

Si può presentare la domanda attraverso la piattaforma Inps dedicata o tramite il contact center dell’Istituto. Una volta concluso il periodo di iscrizione, Inps pubblicherà le graduatorie, indicando ai beneficiari il codice univoco da comunicare al professionista che riceverà in maniera diretta il pagamento.

L’iniziativa ha fatto registrare un boom di richieste in Piemonte, a solo una settimana dall’avvio, sono partite 13.500 richieste, un dato molto alto tenendo presente che la scadenza è fissata al 24 ottobre. Si stima che in Piemonte il bonus sarà dato a 3 mila persone, un quarto dei richiedenti rimarrà fuori dalle graduatorie.

Giancarlo Marenco, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, spiega “C’è bisogno di aiuti psicologici e una grossa fetta di popolazione non ha il reddito per servirsene. Di rimando, il servizio pubblico non è finanziato adeguatamente per offrire sostegno. Non c’è da stupirsi che la richiesta sia stata così alta: per due anni si è parlato dei costi psicologici della pandemia e del lockdown, emergono diverse forse di malessere che si manifestano in modo differente”. Marenco prosegue suggerendo il riconoscimento di  “un diritto alla salute psicologica, visto che questa impatta su tutti gli ambiti della vita”.

 

Redatto da Martina Hamdy.

 

 

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