Cronaca

Cesare Battisti è arrivato in Italia: la sua storia

Dopo quarant'anni di latitanza l'ex terrorista è stato portato in Italia

Dopo quarant’anni di latitanza, Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia domenica 13 gennaio. Partito in serata con un volo diretto a Roma, l’ex terrorista è arrivato all’aeroporto di Ciampino nella tarda mattinata di lunedì 14 gennaio. In seguito è stato trasferito nel carcere di Oristano dove deve scontare due ergastoli per quattro omicidi avvenuti in Italia nella seconda parte degli anni Settanta, quando Battisti si era unito a un gruppo eversivo di estrema sinistra, i PAC.

Chi è Cesare Battisti

Nato nel 1954 a Cisterna di Latina, Cesare Battisti si rese noto fin da giovanissimo alle forze dell’ordine per piccoli crimini. Arrestato per la prima volta nel 1972 per una rapina, tornò in carcere nel 1974, per una rapina con sequestro di persona. Nel ’77 finì ancora in carcere, stavolta a Udine, per aver aggredito un Sottufficiale dell’Esercito: qui conobbe Arrigo Cavallina, il fondatore di un gruppo estremista chiamato PAC, Proletari Armati per il Comunismo. Battisti sostiene di non essersi politicizzato in carcere, affermando di aver sempre militato in ambienti della sinistra estrema anche prima di entrare in contatto con Cavallina.
Una volta uscito dal carcere di Udine, Battisti si trasferì a Milano, dove partecipò alle azioni dei PAC compiendo rapine e aggressioni. Nel 1979 fu arrestato per possesso illecito di armi e banda armata, ma nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e lasciò l’Italia, dando inizio alla latitanza che si è conclusa solo domenica 13 gennaio 2019, con il suo arresto in Bolivia.
Secondo quanto stabilito dai tribunali italiani, Cesare Battisti avrebbe anche partecipato a quattro degli omicidi compiuti dai PAC. I processi si celebrarono senza la presenza dell’ex terrorista, che era già latitante. Nel 2009 Battisti dichiarò di non aver mai sparato a nessuno e di essere estraneo agli omicidi compiuti dai PAC.

Gli omicidi per cui Cesare Battisti fu condannato in contumacia a due ergastoli sono quattro e avvennero tra il 1978 e il 1979. I PAC uccisero Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria, Lino Sabbiadin, macellaio, Pierluigi Torregiani, gioielliere, e Andrea Campagna, agente della DIGOS. Secondo le sentenze, Battisti fu l’esecutore materiale dell’omicidio di Campagna. Avrebbe sparato anche a Santoro, insieme a una complice. Nell’omicidio di Sabbiadin, invece, Battisti avrebbe agito da “copertura armata. Avrebbe ideato e organizzato l’agguato a Pierluigi Torregiani. Durante la sparatoria, il gioielliere colpì il figlio Alberto, allora 15enne, che vive da quel momento su una sedia a rotelle.

Battisti ha sempre negato di aver partecipato agli omicidi e ha affermato di aver lasciato i PAC dopo il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Le sentenze che condannarono l’ex terrorista si basarono soprattutto sulla testimonianza di un collaboratore di giustizia, Pietro Mutti.

Pierluigi Torreggiani, Lino Sabbadin, Antonio Santoro e Andrea Campagna
Pierluigi Torreggiani, Lino Sabbadin, Antonio Santoro e Andrea Campagna. Foto ANSA

 

Dopo esser fuggito in Francia, Battisti si è trasferito in Messico. In seguito è tornato a Parigi dove rimase fino al 2004, quando venne concessa l’estradizione all’Italia. Nell’agosto dello stesso anno, Battisti fuggì e tornò latitante.
Per qualche anno non si ebbero sue notizie, fino a quando nel 2007 venne di nuovo arrestato in Brasile. Nel 2009 gli venne accordato dall’allora presidente Lula lo status di rifugiato politico. Nel 2017 il governo italiano ha presentato una nuova richiesta di estradizione, e in Brasile, con l’arrivo del presidente conservatore Michel Temer, si era ricominciato a parlare della possibilità di concederla. Nel dicembre 2018 il presidente brasiliano ha firmato il decreto di estradizione di Battisti che, nel frattempo, ha fatto perdere le sue tracce.

Il 13 gennaio 2019 è stato arrestato in Bolivia. Il giorno dopo è arrivato in Italia: sconterà la sua pena nel carcere di Oristano.

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