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Carola Rackete resta ai domiciliari: «non volevo colpire la Guardia di Finanza»

Durante l'interrogatorio la comandante si è dimostrata «precisa e collaborativa»

L’interrogatorio di convalida di Carola Rackete si è concluso ieri alle 18.30 nel tribunale di Agrigento: il gip ha annunciato che oggi scioglierà la riserva. Nel frattempo, la trentunenne tedesca resterà ai domiciliari in una casa privata di Agrigento.
Durante l’interrogatorio per la convalida dell’arresto Carola Rackete ha spiegato al giudice per le indagini preliminari Alessandra Villa che quello avvenuto in porto con l’unità della Guardia di Finanza è stato un incidente: «credevo che la motovedetta della guardia di finanza si spostasse, non volevo colpirli», ha detto.
Secondo il pm di Agrigento «Non c’era necessità di forzare»: «Non c’era uno stato di necessità poiché la Sea Watch attraccata alla fonda aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni tipo di assistenza, per cui, per il divieto imposto dalla guardia di finanza di attraccare, non si versava in stato di necessità», ha affermato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, durante la conferenza stampa tenuta a margine dell’udienza di convalida dell’arresto di Carola Rackete. Patronaggio ha aggiunto che «È stata valutata negativamente, in maniera volontaria, la manovra effettuata con i motori laterali della Sea Watch che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta della guardia di finanza verso la banchina. Questo atto è stato ritenuto, da noi, fatto con coscienza e volontà».
Il pm ha sottolineato che la comandante è stata precisa e collaborativa nel corso dell’interrogatorio: «l’udienza di convalida dell’arresto di Carola Rackete si è svolta in un clima sereno – ha affermato il pm -, di collaborazione. La Procura ha chiesto, come misura cautelare, il divieto di dimora nella provincia di Agrigento con particolare riferimento ai porti di Lampedusa, Porto Empedocle e Licata. Abbiamo ritenuto in relazione a tutte le circostanze di questo caso e alla personalità dell’indagata che tale misura sia idonea a salvaguardare eventuali, ulteriori,esigenze cautelari»

«Dalla giustizia mi aspetto pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani e ha ignorato ripetutamente le nostre leggi», ha detto Salvini. «Dagli altri Paesi europei, Germania e Francia in primis, mi aspetto silenzio e rispetto. in ogni caso, siamo comunque pronti ad espellere la ricca fuorilegge tedesca», ha sottolineato il ministro dell’Interno poco dopo la fine dell’interrogatorio della capitana.

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