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Carola Rackete, oggi interrogata. Le sue dichiarazioni fino ad oggi

I suoi avvocati sono Marino e Gamberini, oggi interrogatorio per le indagini preliminari

La nave ong Sea Watch 3 ha potuto attraccare al porto di Lampedusa, dopo 17 giorni in mare. Il capitano della nave Carola Rackete è entrata nel porto senza autorizzazione preventiva invocando lo stato di necessità, la situazione sulla nave era diventata insostenibile, fatto riportato anche dai nostri parlamentari a bordo.

Carola Rackete era già stata iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora la guardia di finanza l’ha arrestata con l’accusa di “resistenza o violenza contro nave da guerra” (pena prevista: da 3 a 10 anni). La motovedetta della guardia di finanza è stata danneggiata perchè il capitano durante l’attracco ha rischiato di schiacciarla contro la banchina, la magistratura valuterà anche questo fatto.

Sarà Alessandra Vella il giudice per le indagini preliminare del tribunale di Agrigento. Vella ha fissato per oggi l’interrogatorio di Carola Rackete, comandante della Sea Watch3.

Il tutto si terrà a Palazzo di Giustizia di Agrigento alle 15.30, la trentunenne tedesca, ora è agli arresti domiciliari in una abitazione di Lampedusa. I suoi avvocati sono Leonardo Marino e Alessandro Gamberini.

Si dice pronta ad affrontare le conseguenze giuridiche del suo “atto di disobbedienza e non di violenza”, che consiste nel fatto di essere entrata nel porto di Lampedusa con la Sea Watch 3 carica di migranti dopo oltre 10 giorni in mare.  Carola Rackete racconta: “Dovevo approdare, temevo che alcuni migranti potessero suicidarsi: a bordo alcuni migranti avevano dato inizio ad atti di autolesionismo”. Sullo speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza, per il quale si è subito scusata, dice che “E’ stato un errore, ho sbagliato la manovra”.

 

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