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Carabiniere ucciso, Mario Cerciello Rega «aveva dimenticato l’arma»

Il procuratore di Roma: «ci sono ancora punti oscuri». La ricostruzione dei fatti nella conferenza stampa sull'omicidio

Il procuratore di Roma spiega che sul caso del carabiniere ucciso «ci sono ancora punti oscuri». L’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega presenta ancora punti da chiarire: «ci sono ancora diversi aspetti – , spiega il procuratore Michele Prestipino – su cui dobbiamo lavorare e fare approfondimenti». Il magistrato ha quindi spiegato che sono in corso indagini e accertamenti tecnici che «richiedono tempo». «Dire a distanza di 3 giorni che non ci siano ancora aspetti oscuri sarebbe quantomeno precipitoso».

La ricostruzione dei carabinieri

«Cerciello aveva dimenticato l’arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire». Lo riferiscono i carabinieri in conferenza stampa. «Non immaginavano di trovarsi di fronte una persona con un coltello di 18 centimetri, e non si aspettavano neanche di essere aggrediti nel momento in cui si qualificavano come carabinieri», ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, aggiungendo che «si trattava di un servizio che a Roma si fa ogni giorno, o quasi».
Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale «sono stati aggrediti immediatamente» dai 2 americani: «non c’è stata possibilità di usare armi, di reagire». «Nel momento in cui si sono qualificati sono stati immediatamente aggrediti»

Bendato durante l’interrogatorio, la foto shock

Sulla questione della foto il procuratore ha detto che i fatti verranno accertati «senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende. La procura – ha aggiunto – ha già avviato le indagini per accertare quanto accaduto, per consentire la più adeguata qualificazione giuridica e per individuare tutte le responsabilità».

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