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Carabiniere ucciso, ci sono le impronte di Natale Hjort dove era nascosto il coltello

Il giovane aveva sempre negato qualsiasi implicazione nell'omicidio di Cerciello, ma le sue impronte sono state trovate sul controsoffitto

Il giovane italoamericano Cristian Gabriel Natale Hjort aveva sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell’accoltellamento del carabiniere ucciso a Roma, ma i Ris hanno trovato le sue impronte su uno dei pannelli del controsoffitto in cui era stato nascosto il coltello da 18 centimetri che ha tolto la vita a Mario Cerciello Rega.

L’arma era stata nascosta nella camera dell’hotel Le Meridien in cui Hjort alloggiava insieme a Finnegan Lee Elder. La scoperta dei Ris aggrava la posizione del giovane: la relazione è stata depositata oggi in vista del Riesame che lunedì dovrà decidere sulla posizione di Hjort.

Gli inquirenti avevano fatto sapere settimana scorsa che la sequenza delle immagini registrate la sera dell’omicidio aveva fornito un riscontro sul ruolo del giovane italoamericano nella pianificazione dell’agguato: secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo «Natale Hjorth è uscito dall’albergo per alcuni minuti prima dell’omicidio, con il cappuccio calzato allo scopo di celare la propria identità ad eventuali testimoni, per compiere un vero e proprio sopralluogo teso ad identificare le telecamere presenti nell’area circostante l’hotel ed anche finalizzato all’individuazione sia del miglior luogo dove attirare i carabinieri che quello più idoneo a nascondere la refurtiva». «La verifica della presenza di telecamere in zona, gli ha permesso di individuare l’unica area poco illuminata e non coperta da sistemi di videosorveglianza. Ciò si è rivelato fondamentale per il raggiungimento dei loro scopi delittuosi», hanno aggiunto i carabinieri.

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