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Carabiniere ucciso, il gip convalida il fermo dei due americani

I due giovani restano in carcere. Gli Usa forniranno «assistenza necessaria»

Restano in carcere Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort, i due cittadini americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega. Il gip di Roma Chiara Gallo ha convalidato il fermo così come sollecitato dalla Procura. I due sono accusati di concorso in omicidio e tentata estorsione. Nella loro stanza di albergo sono stati trovati abiti sporchi di sangue e l’arma del delitto ma, nonostante i due abbiano confessato, restano dubbi sulla ricostruzione degli avvenimenti.

Le autorità americane forniranno l’assistenza appropriata ai due connazionali accusati dell’omicidio del carabiniere a Roma. Il Dipartimento di Stato, riferiscono alcune fonti, è al corrente della situazione e offrirà “l’assistenza appropriata”, come avviene in tutti i casi simili di americani fermati all’estero. «Siamo pronti – si legge sul sito del Dipartimento di Stato Usa – ad assistere cittadini incarcerati e le loro famiglie nei limiti della nostra autorità in linea con le leggi internazionali e straniere».
«Siamo a conoscenza della notizia – conferma l’ambasciata americana a Roma- . Quando un cittadino degli Stati Uniti viene detenuto all’estero, l’ambasciata o il consolato sul posto forniscono l’assistenza consolare necessaria», ha detto il responsabile. Intanto la stampa Usa, nel riportare la notizia, rimanda alla vicenda di Amanda Knox.

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