Cronaca

Caos sciopero aerei, cosa sta succedendo?

Pesanti ripercussioni sulle vacanze di milioni di italiani costretti a fare i conti con un’estate nera per il trasporto aereo

In occasione della ripresa del turismo e dell’inizio delle vacanze estive, ogni giorno in tutto il mondo, si registrano all’incirca 2.500 voli cancellati e migliaia di partenze in ritardo.
È un problema che sta riguardano maggiormente l’Europa e, da quanto emerge dall’analisi del
Corriere della Sera, solo per il mese di agosto risultano già cancellati 16mila voli.
La pandemia ha avuto un forte impatto anche sul settore del turismo a causa delle misure di contenimento che hanno imposto lunghe chiusure e limitazioni in tutto il mondo, e ad oggi molti dei disagi sono causati dalla mancanza di personale.
Infatti durante la crisi, a causa del crollo del traffico aereo, le compagnie aeree sono state costrette a ridurre drasticamente il personale. Con la ripresa del turismo la situazione si è decisamente ribaltata e la domanda ora è in continua crescita: le compagnie aeree faticano a trovare nuovi lavoratori che siano disposti a svolgere mansioni, talvolta in condizioni pessime, siccome per fronteggiare la crisi sono stati introdotti pesanti tagli ai salari. Dunque i lavoratori di molte compagnie come Ryanair, Malta Air e Crewlink rivendicano condizioni contrattuali e salariali migliori e in linea con il contratto nazionale del trasporto aereo.
Non solo, a scarseggiare anche acqua e cibo per gli addetti ai lavori, impossibilitati a scendere dall’aereo anche per 15 ore consecutive. I maggiori disagi si stanno registrando nell’aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, uno dei punti di scalo nevralgici d’Europa.
Arrivati ad essere letteralmente sotto pressione, i manager del settore, hanno deciso di aumentare la paga di 5,25 € in più all’ora per il lavoro nel periodo estivo ai 15mila addetti ai lavori.
Nonostante questa scelta, ad oggi, la stima è che mancano comunque almeno 500 persone, con una perdita di 10mila persone rispetto al periodo pre-pandemia.
La situazione non sembra risolversi e i lavoratori di diverse compagnie low cost come Ryanair, Malta Air, EasyJet, Volotea e della società di assistenti di volo CrewLink, domenica 17 luglio hanno indetto unosciopero di 4 ore (inizialmente dovevano essere 24 ore).
Lo sciopero ha messo a rischio quasi un quarto dei voli nazionali e internazionali, più o meno 100mila gli italiani coinvolti con disagi legati alla cancellazione dei voli delle vacanze estive.
Secondo il ministro del Turismo Garavaglia lo sciopero ha interessato circa 600 voli, comprendendo le agitazioni locali che hanno riguardato molti scali italiani.
Nell’aeroporto di Fiumicino sono stati cancellati 100 voli tra arrivi e partenze.
Ad essere maggiormente penalizzate sono state le persone che non hanno trovato la coincidenza o i passeggeri stranieri ignari degli scioperi. L’ aeroporto di Fiumicino nella giornata di domenica 17 luglio è tornato alla regolare programmazione solo alle ore 17.20.
Il Codacons, sulla base di un’accurata analisi delle agitazioni descrive «un bilancio pesantissimo».
È stato valutato il costo che le società dovranno pagare a causa della protesta e la cifra ammonterebbe a circa 7 miliardi di euro, oltre ai 2 miliardi di euro spesi per i rimborsi e i ristori previsti dalla normativa per i passeggeri.
Simone Baldelli, presidente della commissione parlamentare sulla tutela dei consumatori, ha invitato a «tenere alta la guardia sui diritti dei passeggeri ai ristori e ai rimborsi, previsti per legge in caso di disservizi come ritardi importanti e cancellazioni. Diritti che, specie d’estate, non vanno in vacanza, nonostante la cattiva abitudine di alcune compagnie aeree, sottolineata pochi giorni fa dall’Enac in commissione, di mettere in campo comportamenti dilatori sulle richieste di risarcimento da parte degli utenti».
Il Codacons chiede di aprire un’indagine rispetto ai danni causati dallo sciopero e dei mancati indennizzi per i passeggeri, presentando un esposto all’Antitrust, Enac, Commissione europea e procure, chiedendo di fare i giusti accertamenti.
L’associazione Codacons inoltre ha pubblicato la guida ufficiale sui diritti dei passeggeri, valida anche in caso di sciopero e ricorda ai cittadini danneggiati la possibilità di richiedere assistenza sulla piattaforma
www.codacons.cloud/ per la gestione delle pratiche di rimborso e risarcimento nel settore del trasporto aereo.
La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 6 ottobre 2021, stabilisce che lo sciopero del personale aereo non è da considerarsi “una circostanza eccezionale” come in caso di incidenti o condizioni meteorologiche avverse, poiché si tratta di «un evento inerente al normale esercizio dell’attività del datore di lavoro interessato» e perciò «non è né insolito né imprevedibile». Dunque «il diritto allo sciopero dei lavoratori non può interferire con il diritto al risarcimento dei passeggeri che rimangono coinvolti dalle agitazioni».
Ad esprimere solidarietà nei confronti degli scioperanti è il deputato di L.E.U. Stefano Fassina, ribadendo che la piena responsabilità dei disagi subiti dai passeggeri è da ricondurre alle compagnie aeree, strutturate sullo sfruttamento del lavoro ed indisponibili a riconoscere un minimo di dignità e di condizioni economiche adeguate.
Redatto da Martina Hamdy

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