Cronaca

Bologna: oltre 30mila alla manifestazione sindacale

In testa al corteo i tre leader nazionali Maurizio Landini (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil)

Questo primo maggio a Bologna ha visto la partecipazione di oltre 30mila manifestanti. Ad annunciarlo sono gli organizzatori dal palco in piazza Maggiore durante il comizio dei leader di Cgil, Cisl e Uil. Dopo il comizio dei leader dei sindacati si è tenuto un pranzo sociale “riservato” a 300 persone nel cortile del Comune. Spazio alla musica in piazzo. Tra gli argomenti affrontanti durante i discorsi, l’Europa a 360 gradi: dall’uniformità delle regole ai contratti fino all’industria 4.0. Pacifica la camminata del corteo, che ha attraversato il centro cittadino senza disordini, tra balli, canti e slogan. In testa al corteo lo striscione ‘La nostra Europa: lavoro, diritti e stato sociale’ e i tre leader nazionali Maurizio Landini (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil). Tra gli altri, presenti anche l’ex leader Cgil Susanna Camusso, l’arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi, rappresentanti delle istituzioni locali, col presidente di Regione Stefano Bonaccini e il sindaco Virginio Merola, e rappresentanti nazionali, come il senatore Vasco Errani (Liberi e Uguali). Maurizio Landini commenta i dati istat sul Pil: “Meglio lo 0,1 che niente, ma non è neanche un prefisso. Se guardiamo i dati complessivi noi continuiamo a essere indietro. Chi oggi plaude allo 0.1 dell’Istat, cioè il Governo, è lo stesso che ha fatto un Def qualche settimana fa dicendo che non si cresce come si prevedeva e che se non cambia nulla tra tre anni la disoccupazione sarà ancora oltre il 10%” Anche i governi precedenti tutte le volte che c’era l’Istat brindavano, poi quando ci sono state le elezioni non hanno brindato” perché “se intanto cresce la precarietà e calano i salari per la gente non sta cambiando nulla”. Se il governo “davvero vuol cambiare le cose – rimarca il leader Cgil – si deve confrontare con i sindacati e con i lavoratori”.

 

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