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Belpietro direttore de l’Unità per un giorno. Scoppiano le polemiche

I giornalisti parlano di "gesto gravissimo". Belpietro risponde: "l'ho fatto per garantire la libertà di stampa"

L’Unità è tornata in edicola per un giorno con la direzione di Maurizio Belpietro. Da un paio di anni l’Unità non va più in edicola, ma l’editore è obbligato a pubblicare almeno un numero l’anno per evitare che la testata decada. Il comitato di redazione insorge e parla di “gesto gravissimo”, un “insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana”.

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Pubblicato da Maurizio Belpietro su Sabato 25 maggio 2019

“Pur non condividendo nulla di quanto è mai stato scritto su quel giornale – ha spiegato Belpietro – ho accettato perché serve a garantire la libertà di stampa”. “Conosco gli editori de l’Unità che, siccome dovevano far ritornare il giornale in edicola per un giorno per non far decadere la testata, mi hanno chiesto se potevo firmarla”, ha spiegato Belpietro. “Il mio è un impegno solo per un giorno. Poi, se vorranno provare a rilanciarla in futuro, lo faranno con qualcun altro. Perché proprio io? Questo bisogna chiederlo all’editore. Forse perché in questi anni mi sono impegnato a rilanciare le testate, anche fondandone una”.
“Capisco che a qualcuno possa dispiacere la mia direzione, ma le cose le hanno scritte loro. Ho solo dato la possibilità al quotidiano di essere in edicola”. Fonti vicine all’editore fanno sapere intanto che la scelta di Belpietro sarebbe soltanto tecnica.

Ma per il comitato di redazione la scelta è “un vero e proprio affronto”, “un insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana prima ancora che una violazione delle norme contrattuali”. Così dichiara in una nota, definendo inaccettabile che il quotidiano finisca in mano a “un direttore da sempre apertamente schierato con la parte più conservatrice della politica italiana e più volte alla guida di giornali di proprietà di Silvio Berlusconi che a L’Unità e ai partiti della sinistra non hanno mai risparmiato insulti e campagne d’odio”.

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