Cronaca

Autobus incendiato a Milano, per l’autista c’è l’aggravante del terrorismo

Dirottatore: "Mare Jonio è la goccia che ha fatto traboccare il vaso". Per il Pm "ha ammesso la premeditazione"

Il caso della nave Mare Jonio è stato “l’episodio scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso”. E’ quanto avrebbe detto in sostanza, Ousseynou Sy, l’autista che ieri ha dirottato un bus con 51 studenti e gli ha dato fuoco, nell’interrogatorio davanti al capo del pool dell’ antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz. Per il pm l’uomo “ha ammesso la premeditazione”. Contestata l’aggravante del terrorismo.

L’uomo, un 47enne di origini senegalesi, italiano dal 2004 e con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, aveva minacciato di uccidersi urlando: “Vanno fermate le morti nel Mediterraneo”. La procura di Milano sta effettuando anche una serie di verifiche per capire come l’uomo potesse svolgere l’attività di autista di bus.

Per Ousseynou Sy le accuse sono di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. Inoltre la procura di Milano ha contestato l’aggravante del terrorismo per aver, come ha spiegato il capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili che coordina le indagini assieme al pm Poniz, “commesso un gesto che ha creato panico nella popolazione”. “L’uomo ci ha detto che ci pensava da giorni e dice di aver fatto tutto da solo, di non aver avuto nessuna direttiva. Era esasperato dalla situazione migratoria”, ha spiegato Nobili. “Aveva registrato un video diffuso tra gli amici a Crema e in Senegal per dire “Africa sollevati”: non venite più in Europa. Diceva che voleva andare a Linate per un gesto dimostrativo ed eclatante. Voleva che tutto il mondo parlasse di lui e dei migranti”. Al momento però non è “assimilabile” il suo gesto allo stragismo islamico: è un “lupo solitario ma non ha mai parlato di Isis”.

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