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Arrestato Bellomo, imponeva dress code e controllava della vita delle borsiste

Una borsista si confida: «Firmai un contratto di schiavitù sessuale»

E’ stato disposto l’arresto per l’ex giudice barese del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, accusato di maltrattamento nei confronti di quattro donne, tre borsiste e una ricercatrice. A Bellomo è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Dress code da classico ad estremo. Alle borsiste Bellomo imponeva un dress code («classico» per gli «eventi burocratici», «intermedio» per «corsi e convegni» ed «estremo» per gli «eventi mondani»), ma non solo. Le borsiste della Scuola di Formazione dovevano «curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurare il più possibile l’armonia, l’eleganza e la superiore trasgressività al fine di pubblicizzare l’immagine della scuola e della società». Queste le parole che comparivano nel contratto imposto alle borsiste.

Obblighi e divieti. Ad alcune di loro era imposto «il divieto di contrarre matrimonio a pena di decadenza automatica dalla borsa» e l’obbligo di «fedeltà nei confronti del direttore scientifico».  Le borsiste avevano anche «l’obbligo di segretezza sul contenuto delle comunicazioni intercorse».

«Ho sottoscritto un contratto di schiavitù sessuale». Questa la confidenza di una borsista della Scuola di Formazione di Francesco Bellomo alla sorella, contenuta nell’ordinanza di arresto. Il controllo di Bellomo, stando alle testimonianze, avveniva a 360 gradi: monitorava i profili privati delle borsiste, vagliando foto e like ai loro post. Stando alla confidenza della borsista Bellomo avrebbe impedito loro di uscire la sera senza autorizzazione e pretendeva da loro una dedizione totale.

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