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Alto-Adige: il caso dell’abolizione del termine. La regione si sente più austriaca che italiana?

Nella giornata di venerdì 11 ottobre è stato deciso, dal Consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano, di cancellare l’espressione “Alto Adige” e l’aggettivo “altoatesino”. Al posto di questi due termini resta solo l’espressione “Provincia autonoma di Bolzano” mutuata dai tedeschi in “Autonome Provinz Bozen-Südtirol”.

In seguito alla diffusione di questa notizia si è scatenata la polemica soprattutto da parte di rappresentati politici italiani che hanno parlato di “attentato alla Costituzione” e di “grande errore”. Occorre precisare che questo provvedimento non ha effetti generali siccome in quel caso occorrerebbe una modifica costituzionale ma ha effetti unicamente sugli atti ufficiali europei.

Al netto di questa considerazione, la questione resta di importanza rilevante anche se non sul piano sostanziale ma identitario. Nel 2001 si era aggiunto a “Trentino Alto-Adige” l’espressione “Sudtirol” attraverso una riforma costituzionale. Adesso, nel 2019, nel Consiglio Provinciale i tedeschi si sono schierati per eliminare l’espressione “Alto-Adige”, e lo hanno fatto tutte le forze politiche ovvero destra e sinistra unite, mentre gli italiani (Lega, PD e FI) si sono schierati per il “no” sempre uniti nella battaglia.

Stiamo parlando dunque di uno scontro etnico e, estremizzando il concetto, possiamo dire che la regione sceglie di essere più austriaca che italiana. Anche se la vita dei cittadini di fatto non cambia e la questione dei nomi può essere trattata, questi provvedimenti devono suonare come campanelli dall’allarme per tensioni evidentemente ancora nell’aria.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, è intervenuto sulla questione il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: “Ho personalmente chiesto al Presidente Arno Kompatscher di intervenire sulla norma relativa al disegno di legge sulle ‘Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea’. È necessario rendere i testi italiani e tedeschi perfettamente identici e rispettosi della Costituzione. Se così non dovesse essere la legge sarà impugnata dopo la sua pubblicazione”.

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